SPAGNA: PAZIENTI AGGRESSIVI, MEDICI DENUNCIANO VIOLENZE

9 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9colonne) – Madrid, 9 mag – Medici troppo approssimativi o pazienti troppo irruenti? Sicuramente un po’ l’una e un po’ l’altra. Altrimenti non potrebbero spiegarsi i dati diffusi oggi, in Spagna, dalla Confederazione statale dei sindacati medici sulla base delle indagini dell’Istituto nazionale di statistica. Dati che portano alla luce un rapporto quantomeno conflittuale tra personale sanitario e malati spagnoli se è vero come è vero che 8000 addetti alla sanità, tra medici e infermieri, il 4% del totale nazionale, ha rivelato di aver subito aggressioni fisiche da parte dei pazienti o dei loro congiunti. E il dato diventa ancora più preoccupante se si considerano le “semplici” minacce, di cui è stato vittima il 60% del personale ospedaliero spagnolo. Circa duecentomila medici e paramedici. Né il futuro può invitare all’ottimismo perché, secondo i sindacati, la tendenza è in aumento. Come anticipato, gli aggressori sono spesso i parenti dei pazienti o i pazienti stessi; i luoghi “dell’agguato” le sale d’attesa, gli ingressi del pronto soccorso e gli studi psichiatrici. I fattori che scatenano la rabbia dei malati sono il più delle volte la mancanza di personale, le sale d’attesa troppo piccole e “sovrappopolate” e le classificazioni della gravità della malattia, indispensabili nel pronto soccorso ma quasi sempre ritenute ingiuste dai pazienti. Senza contare quelle branche della medicina inevitabilmente votate alle situazioni di conflitto, come la psichiatria, appunto. Le aggressioni sono di vario tipo: dalla minaccia fino all’omicidio. Finora i casi più gravi sono quelli di uno psichiatra ucciso dal padre di un suo paziente, di un ginecologo ucciso a colpi di pistola in un parcheggio e di un medico che ha riportato la frattura dello zigomo in seguito all’aggressione di una famiglia cui aveva appena comunicato la morte di uno dei figli.