Spagna: Opa di E.On su Endesa: domani il risultato

10 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Domani la Consob spagnola (Cnmv) annuncerà il risultato dell’Opa lanciata da E.On su Endesa, il cui esito è condizionato dall’accettazione di un 50,01 per cento del capitale. In realtà, la Commissione conoscerà in anticipo l’esito dell’Opa ma soltanto domani potrà renderlo noto.
L’offerta di E.On non raggiungerà il 50 per cento del capitale, e a maggior ragione dopo l’accordo raggiunto con Enel e Acciona: in base a quell’accordo, infatti, il gruppo tedesco ha deciso di allearsi con quelli che fino a prima erano i suoi rivali, acconsentendo in questo modo a rinunciare alla sua Opa (in caso non si verifichino le condizioni in base alle quali è subordinata), in cambio di acquisire alcuni asset strategici come Enel Viesgo. La compagnia presieduta da Wulf Bernotat non accetterà pertanto le azioni che accorrono alla sua offerta se il livello di accettazione sarà inferiore al 50,01 per cento, e rinuncia così a lanciare un’altra Opa su Endesa nei prossimi quattro anni.
In più, la commissione nazionale per l’energia (Cne) in Spagna approverà giovedì prossimo la lista degli operatori dominanti nel mercato energetico iberico, escludendo Viesgo, la controllata al 100 per cento di Enel, sostituita da Gas Natural. La nuova lista sarà formata da Endesa, Iberdrola, Edp-Hidrocantabrico, Union Fenosa e Gas Natural.
L’esclusione di Viesgo da questa lista era essenziale per Enel che in quanto azionista di maggioranza di Endesa (con il 24,9 per cento), operatore principale, aveva già chiesto alla Cne la rimozione di tutti gli eventuali limiti all’esercizio dei diritti sociali proprio perchè presente in due tra i primi cinque operatori. Con l’uscita di Viesgo dalla lista delle top five dell’energia, il vincolo viene rimosso. Inoltre, in base all’accordo raggiunto da Enel ed Acciona con i tedeschi di E.On, Viesgo sarà ceduta al colosso di Duesseldorf che si è ritirato dall’opa su Endesa in cambio di alcuni asset, tra cui anche il 75 per cento di Endesa Italia e il 65 per cento della francese Snet.
Ora Enel attende ancora l’autorizzazione dalla stessa Cne a salire oltre il 10 per cento di Endesa e dal governo di Madrid l’ok ad esercitare i proprio diritti di voto oltre la soglia del 3 per cento, fissata per i gruppi energetici con presenza pubblica.
Dopo aver annunciato l’intenzione di lanciare un’opa congiunta con Acciona sul 100 per cento di Endesa, Enel e i ‘costruttori spagnoli’, dovranno inviare nuove richieste alla Cne. In particolare, l’organismo presieduto da Maria Teresa Costa dovrà verificare l’acquisto di asset da parte di E.On che abbiano effetti sulle attività regolate e sugli asset strategigi per le forniture energetiche.