Spagna: macchinista al telefono a 192 km all’ora

31 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MADRID (WSI) – Frenò in ritardo perché era al telefono con un collega della società ferroviaria Renfe, il macchinista del treno spagnolo deragliato il 24 luglio a Santiago de Compostela. Quando si attacco’ ai freni, il convoglio viaggiava ormai verso la catastrofe a 192 chilometri orari. E all’imbocco della curva della morte, dove saltò fuori dai binari come un trenino-giocattolo, correva a 152 all’ora mentre il limite sarebbe stato di 80.

E’ quanto emerge dai primi esami delle scatole nere fatti oggi dai tecnici del Tribunale galiziano. Intanto infuria anche la polemica politica: mentre il ministro dello sviluppo, Ana Pastor, annuncia che riferirà al Congresso su quanto è accaduto, il Blocco nazionalista gallego (Bng), chiede che siano istituite due commissioni d’inchiesta, in seno ai parlamenti nazionale e regionale.

A cinque giorni dal tragico deragliamento, che ha causato 79 morti e 178 feriti, sono 66 le persone ancora ricoverate nell’ospedale di Santiago, 15 delle quali in condizioni definite ”molto critiche” dai medici. E le indagini rivelano elementi sempre più sconcertanti.

Dalle scatole nere trapela che il macchinista Francisco José Garcia Amoo, accusato (a piede libero) di omicidio plurimo per imprudenza, stava parlando al telefono perché poco prima aveva ricevuto una chiamata da un collega che gli dava indicazioni su cosa dovesse fare una volta arrivato a Ferrol, capolinea della tratta. Nell’audio si sente anche un fruscìo simile a quello di una carta; e si ritiene dunque che il macchinista stesse aprendo documenti o mappe di viaggio. Nello stesso momento, Garzon sembra accorgersi della velocità troppo elevata.

Aziona il freno, ma é tardi. La velocità scende 192 a 153 km/h: non abbastanza per per evitare il deragliamento in curva. Secondo alcuni tecnici, la curva “A Gradeira” di Arois, luogo dell’incidente, è in effetti strutturata in modo da garantire la stabilità del treno fino a un 50 per cento oltre il limite, cioè 120 km/h. Ma non di più.

Sul fronte politico, i nazionalisti galiziani accusano da parte loro, pur senza citarlo, l’ex ministro per lo sviluppo, il socialista José Blanco, in carica dal 2009 al 2011. Colui che “inaugurò pomposamente il tratto di alta velocità Ourense-Santiago”.

“In quella e in un’altra circostanza – denuncia in una nota il Blocco nazionalista – si celebrò l’arrivo dell’alta velocità in Galizia, ma non fu predisposta un’adeguata dotazione per la sicurezza. Non vogliamo che il macchinista sia l’unico responsabile né che sai chiuda subito la vicenda. Occorre un’indagine seria, articolata, imparziale”. (Ansa)