Spagna: le regioni si preparano a nuovo piano di riduzione della spesa

17 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione è stata caratterizzata da un recupero dei listini azionari e da un rialzo degli spread con quello italiano tornato sopra 380 pb. La Bce ha comunicato che la scorsa settimana, per la quinta volta consecutiva, non ha effettuato acquisti di bond governativi e che oggi drenerà 214 Mld€.

Il direttore del Fmi, Lagarde, in un’intervista al Sole24 ha accolto con favore la decisione del governo nipponico di contribuire all’aumento della dotazione del fondo per 60 Mld$, dichiarando di sperare a riuscire a raccogliere questa settimana oltre 400 Mld$, sebbene meno dei 500 iniziali grazie alle migliori condizioni finanziarie.

Il dossier potrebbe essere lasciato aperto alcune settimane permettendo ai paesi di decidere e di ottenere l’approvazione parlamentare. Non è quindi escluso che il via libera finale giunga durante il summit dei leader del G20 del 18-19 giugno.

In Spagna, secondo Wsj che cita una fonte ufficiale, le regioni dovranno presentare entro maggio un piano di riduzione di spesa, in caso contrario sarà il governo centrale ad intervenire.

Secondo la stessa fonte l’Andalusia, la regione più popolosa ed una delle più povere oltre che l’unica regione non guidata del partito del premier Rajoy, avrebbe già presentato un piano di bilancio che non rispetterebbe la riduzione del deficit richiesta.

Oggi il ministro delle finanze spagnolo, De Guindos, secondo una fonte ufficiale citata da Bloomberg, incontrerà il presidente della Bce Draghi.

In Germania la Merkel ha iniziato la campagna elettorale in vista delle elezioni del 6 maggio nella regione del Schleswig-Holstein, attualmente governato dalla Cdu/Csu, e del 13 maggio del Nord Reno Westfalia, la regione più popolosa.

Oggi l’attenzione si sposta sulle aste spagnole di titoli a 12 e 18 mesi fino a 3 Mld€ ed al discorso di Draghi nel primo pomeriggio, importante anche in vista dell’emissione spagnola a medio/lungo termine fino a 2,5Mld€ del prossimo giovedì.

Negli Usa listini azionari in rialzo, ad eccezione dell’indice Nasdaq, penalizzato dal calo di Apple (-4,7%) per il quinto giorno consecutivo.

Sul fronte macro le vendite al dettaglio di marzo hanno confermato il buon andamento dell’economia nel primo trimestre, con un recupero mensile al di sopra delle attese ed esteso alle principali componenti. Segnale opposto invece dall’indice di fiducia dei costruttori di aprile, risultato in calo per la prima volta dallo scorso settembre, posizionandosi al livello minimo da gennaio.

Nel frattempo i repubblicani hanno respinto al Senato la cosiddetta Buffet Rule presentata da Obama, ossia la proposta di legge per la fissazione di un’aliquota minima del 30% sui redditi più elevati.

A mercati chiusi sono attese oggi importanti trimestrali, tra cui in particolare quella di Ibm, rilevante alla luce anche del peso assunto all’interno dell’indice Dow Jones.

Sul fronte emergente, taglio di 50pb del tasso di riferimento (ora all’8%) della banca centrale indiana, superiore rispetto alle attese. E’ il primo taglio dal 2009, finalizzato a supportare la crescita.

Valute: seduta all’insegna della forza per l’euro vs dollaro. Dopo una rapida discesa poco sotto 1,30, la moneta unica si è apprezzata fino ad arrivare in area 1,315 durante la sessione americana. Per quest’oggi la dinamica del cambio potrebbe risentire del tenore delle dichiarazioni di Draghi. I livelli di supporto e resistenza sono fissati a 1,31 e 1,32 rispettivamente. Dopo una partenza in marcato apprezzamento, lo yen ha invertito la direzione verso euro trovando un supporto di breve presso 104,65. Per oggi le resistenze si collocano a 105,80 e 106,50. Lo yen si è invece mantenuto forte verso dollaro con il cross in prossimità dell’area di supporto 80-80,40. Yuan in apprezzamento vs dollaro nel secondo giorno di contrattazione con la nuova banda di oscillazione. Intanto i dati di marzo confermano il quinto mese consecutivo di calo degli investimenti stranieri nel paese, in particolare dall’Unione Europea.

Materie Prime: inizio di settimana negativo per l’indice GSCI ER che chiude in calo dell’1%. Tra i peggiori ribassi della giornata troviamo il Brent (-2,1%) mentre il Wti (+0,1%) ha chiuso sostanzialmente invariato. Il Brent è stato penalizzato dalla notizia di un incontro il prossimo 23 maggio tra l’Iran ed il consiglio permanente dell’Onu per una soluzione diplomatica delle tensioni. Sulla forza relativa del Wti ha influito la notizia secondo cui l’oleodotto Seaway inizierà l’attesa inversione dei flussi a fine maggio, prima delle attese. Andamento misto per i metalli industriali, lievi ribassi per i preziosi. Tra gli agricoli in evidenza il cacao (+2,3%) in calo il cotone (-4,3%).

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