Spagna: Endesa, Consob iberica blocca Opa Enel

26 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Si tende il braccio di ferro tra Enel e la tedesca E.On per per la conquista del gruppo elettrico spagnolo Endesa. Il gruppo italiano comunica ieri mattina di avere trattative in stato avanzato con il gruppo di costruzioni spagnolo Acciona per lanciare un’offerta pubblica di acquisto sul 100 per cento della prima utility iberica. Ieri pomeriggio la Cnmv, la Consob spagnola, avverte che Enel e Acciona non potranno lanciare alcuna Opa su Endesa nei sei mesi successivi alla naturale scadenza dell’offerta di E.On sulla società spagnola. La Cnmv spiega che le due società potranno presentare immediatamente la propria offerta solo se E.On dovesse ritirare l’Opa. Le leggi spagnole non consentono il lancio di altre offerte mentre è in corso quella di E.On. Quest’ultima però conferma la sua intenzione ad andare avanti con l’offerta di acquisto, come riporta Blommberg News, e sta studiando eventuali azioni legali da intraprendere. La Consob spagnola comunica anche che E.On ha tempo fino a lunedì prossimo per alzare il prezzo dell’offerta. Il progetto di Enel, fortemente voluto dai vertici della società e dall’amministratore delegato, Fulvio Conti, scatterebbe nel caso in cui all’Opa di E.On non aderisse il 50 per cento del capitale di Endesa. E’ uno dei pochi punti fermi resi noti dall’Enel che ieri fa sapere che, “sebbene le negoziazioni con Acciona stiano avanzando positivamente, al momento non risulta ancora raggiunto un accordo definitivo”. Enel ed Acciona non forniscono dettagli finanziari, ma i giornali italiani e spagnoli ipotizzano che l’Opa italo-spagnola per Endesa sia più attraente di quella proposta dai tedeschi con un prezzo per azione compreso tra i 40 e i 42 euro, che valuti Endesa tra i 42,3 e i 44,3 miliardi. Acciona sottolinea che l’operazione avverrebbe, nel caso, sotto la sua guida. Ieri mattina il presidente di Enel, Piero Gnudi, dice che si tratta di un accordo tra pari e che all’intesa mancano poche ore. Una fonte vicina al negoziato rivela che il board avrà una composizione paritetica e i vertici saranno divisi fra i due gruppi: il presidente lo nominerà Acciona e l’amministratore delegato Enel. Un’altra fonte afferma che l’Opa partirebbe solo dopo l’estate, a settembre. E’ il tempo previsto per mettere a punto l’operazione e ottenere tutti i via libera dalle autorità. In uno studio, la banca d’affari Cheuvreux dice che l’iniziativa di Enel ha senso “perché bloccherebbe l’Opa di E.On consentendo di controllare l’asset”. “L’opa a 41 euro per azione valorizzerebbe Endesa 43,4 miliardi di euro; sebbene il prezzo sembri elevato, crediamo che l’operazione potrebbe essere importante da un punto di vista strategico, perché sblocca sinergie industriali, aumenta la presenza di Enel in Spagna, e consentirebbe a Enel di entrare in Francia, Polonia e Marocco”, aggiunge lo studio. Secondo la banca d’affari, tuttavia, “il vero problema sarebbe la corporate governance e come le partecipazioni in Endesa saranno suddivise fra Acciona ed Enel. inoltre alcune dismissioni sarebbero necessarie (fra tutte Endesa Italia)”. Il Governo italiano, azionista al 30 per cento di Enel, commenta positivamente la mossa di Conti, il cui interesse per la franco-belga Electrabel lo scorso anno innesca la reazione del governo di Parigi e la fusione anti scalata tra il gruppo statale Gaz de France e la controllante di Electrabel, Suez. “In questo Paese esistono soggetti in grado di prendere iniziative a livello europeo e di partecipare alla fase di consolidamento in Europa alla pari di altri soggetti”, dichiara il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. “Comunque finisca questa vicenda è la dimostrazione che, quando si fanno incisivi processi di liberalizzazione, i grandi attori nazionali hanno la possibilita di farsi conoscere come soggetti internazionali”, aggiunge, riferendosi alla cura dimagrante imposta dal Governo all’ex monopolista in Italia per consentire l’ingresso sul mercato di altri attori.