Spagna e Regno Unito agiscono per risanare i conti (e l’Italia?)

21 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva ed in particolare sul tratto a breve termine. I listini azionari hanno chiuso la sessione sopra la parità sulla scia di Wall Street. Sul monetario ancora un rialzo per il tasso Euribor tre mesi che si mantiene sopra l’1%, a conferma di un ritorno alla normalizzazione del mercato monetario.

Secondo quanto riportato da Ft, Trichet avrebbe chiesto di ritirare la bozza con le nuove regole di bilancio, che sarà presentata all’incontro dei leader Ue la prossima settimana, in quanto non include alcune sue obiezioni. In Spagna Zapatero ha varato un rimpasto di governo, il più ampio dal 2004, al fine di rafforzare la maggioranza dell’esecutivo alle prese con la riduzione del debito e del deficit, che attualmente non gode del favore popolare. Per ridurre le spese saranno inoltre cancellati il ministero delle Pari Opportunità e della Casa.

In Gran Bretagna il ministro delle finanze ha annunciato un piano di risanamento dei conti pubblici da 81 Mld£ che prevede tra le altre cose una riduzione del numero di dipendenti pubblici.

La giornata odierna sarà densa di aste: Francia e Spagna emetteranno titoli per 12-14,5 Mld€. In Italia si è invece concluso il collocamento del nuovo Ccteu 2017 che ha visto una domanda di circa 5,5 Mld€, assegnati poi 5,1 Mld€ di cui 600 Mln€ riservati al concambio.

Negli Usa tassi di mercato sostanzialmente stabili in una giornata di recupero dei listini azionari. A supportare i listini il recupero del comparto delle materie prime oltre al favorevole accoglimento delle trimestrali di Boeing e Yahoo!. Ieri inoltre EBay ha pubblicato stime su fatturato ed utili per il trimestre in corso superiori all’attuale consensus, guadagnando circa il 7% nell’after hour.

Dall’atteso Beige Book della Fed è emersa una crescita modesta dell’economia, con 8 distretti su 12 che hanno riportato una qualche forma di crescita, a fronte di 5/12 nella precedente pubblicazione. Nel frattempo continua il dibattito tra esponenti Fed sull’opportunità di nuove misure non convenzionali.

Lacker (membro non votante), ha dichiarato che l’easing quantitativo risulta essere una decisione ardua da prendere, optando piuttosto per un obiettivo di inflazione all’1,5%. Plosser (membro votante dal prossimo anno) ha messo in discussione l’ipotesi di una politica monetaria eccessivamente focalizzata sul rialzo delle aspettative di inflazione, aggiungendo che a suo avviso il recente deprezzamento del dollaro sarebbe da attribuire principalmente ad un incremento dei timori inflattivi.

La discussione rimane pertanto molto animata anche se, alla luce anche delle indicazioni del Beige Book, sembra verosimile l’adozione di un secondo piano di acquisto di asset a lungo termine già nel Fomc del 3 novembre. La Fed, secondo quanto riportato da FT, potrebbe adottare un approccio discrezionale, riservandosi di definire gli importi in acquisto in occasione dei Fomc. Sul fronte emergente la banca centrale brasiliana ha mantenuto il tasso di riferimento fermo al 10,75%.

Valute: dollaro in deprezzamento vs euro, riportandosi in prossimità di 1,40. Secondo quanto riportato dal Wsj il ministro del tesoro Usa Geithner nel corso del meeting dei ministri finanziari del G-20 del prossimo 22-23 ottobre, cercherà di supportare nuove misure per superare gli squilibri mondiali cercando anche di arrivare a norme sulla politica valutaria.

Nel breve la soglia di 1,4050 rimane una resistenza di rilievo in vista del citato appuntamento del G-20. Yen in lieve deprezzamento durante la notte, rimanendo comunque intorno ad area 81. Il supporto rilevante resta però 80. Verso euro il cross è tornato sopra 113. La prima resistenza passa per 113,6, mentre il supporto per 112.

In Cina il Pil del 3° trimestre è risultato di poco migliore del consensus di Bloomberg, ma in rallentamento rispetto a quanto registrato nel secondo trimestre (9,6% a/a da 10,3%). Lo Yuan si è rafforzato verso dollaro portandosi a 6,64.

Materie Prime: chiusura positiva per le principali commodity, con l’unica eccezione del bestiame. Andamento positivo per gli agricoli, con il mais (+5%) che chiude in rialzo per la prima volta dopo sei sessioni dovuto alla debolezza del dollaro che potrebbe favorirne le esportazioni. Chiusura positiva anche per cotone (+3,6%) e caffè (+3%). Positivi gli energetici, con il petrolio che ha chiuso la sessione in rialzo sopra quota 81$/b. Salgono le quotazioni dei metalli preziosi con l’oro che recupera e torna sopra quota 1340$/oncia e l’argento che chiude in lieve rialzo (+0,4%).

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