Space X, la navetta spaziale fallisce il primo countdown

20 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Il sistema informatico di Cape Canaveral ha fermato il conto alla rovescia del razzo Falcon 9 per la sonda privata Dragon rinviando il lancio al 22 maggio.
Secondo il comunicato della società Space-X produttrice di Dragon la procedura di avvio è stata interrotta a causa della pressione troppo alta in un motore del razzo. I computer si sono automaticamente spenti a mezzo secondo dal lancio.

Dragon, sviluppato dalla società americana SpaceX, è la prima sonda prodotta da un’azienda non pubblica a dirigersi verso la Stazione Spaziale Internazionale.

Il nuovo prototipo di taxi dello spazio (tipo Shuttle) aveva appena completato una serie di test ed era pronto per essere lanciato. La capsula Dragon, sviluppata da SpaceX una compagnia di Hawtorne, California, in collaborazione con l’agenzia spaziale statunitense Nasa, ritenta la amissione il prossimo 22 maggio verso la Stazione Spaziale Internazionale.

Si tratta del primo lancio di un veicolo di tipo commerciale.

Il prototipo ‘SpaceX’ volera’ senza un equipaggio, ma potrebbe potenzialmente agire come una sorta di taxi spaziale, in grado di trasportare fino a sette astronauti verso le stazioni spaziali orbitanti. “Stiamo lavorando con la Nasa per trasformare Dragon in un trasportatore di astronauti”, ha dichiarato l’ex astronauta Nasa Garrett Reisman, ora della SpaceX. “Includeremo un controllo ambientale, sedili, tute spaziali e faremo modifiche per renderlo piu’ abitabile e adatto alla permanenza umana”, ha concluso.

“Siamo all’alba di una nuova ed emozionante era per i viaggi nello spazio: un’era in cui la NASA e le società commerciali lavoreranno in partnership per ottenere rapidi progressi nel trasporto spaziale”, ha dichiarato SpaceX.

La missione di SpaceX è una pietra miliare in questa transizione, voluta fortemente dall’amministrazione Obama, e che dovrebbe segnare la prima volta nella storia che una società commerciale tenterà di inviare una navicella spaziale verso la Stazione Spaziale Internazionale, qualcosa che solo pochi governi sono attualmente in grado di fare.

Con la crisi economica che attanaglia gli USA e l’Europa da ormai 4 anni, l’era dei finanziamenti a pioggia sembra finita, e se la corsa allo spazio dovrà continuare, forse la logica che sta dietro alle missioni dovrà anch’essa essere cambiata. Basta miliardi spesi per costosi contratti gestiti in modo politico, sembra essere il nuovo motto, sì alla competizione per spingere il costo delle forniture tecnologiche verso il basso.

SpaceX ha già dimostrato di essere in grado di scrivere la storia del settore aerospaziale, riuscendo ad inviare un modulo Dragon in orbita attorno alla Terra per la prima delle missioni che la NASA gli ha chiesto di portare a termine.

Le missioni COTS previste sono 12 e serviranno per portare rifornimenti alla ISS per conto della NASA. Il costo finale per l’agenzia governativa sarà di 1,6 miliardi di dollari per tutte le missioni. Una vera bazzecola in confronto al costo di una missione Shuttle, che poteva arrivare anche a 2 miliardi per un solo lancio.

Il razzo che porterà il Dragon sulla ISS si chiama Falcon 9, ed è un vero gioiello tecnologico in grado di portare non solo merci, ma anche astronauti in orbita, qualcosa che attualmente gli USA non sono in grado di fare senza l’aiuto dei russi.

Il Falcon 9 è alimentato da nove motori Merlin, che si sono già accesi per due secondi a piena potenza durante i test. Il secondo stadio del razzo è alimentato da un motore a vuoto Merlin, che lavora con kerosene raffinato e ossigeno liquido, lo stesso combustibile utilizzato sul vettore della NASA Saturn V, che giunse molte volte sulla Luna negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Speriamo che porti bene alla giovane e promettente azienda SpaceX.