S&P: banche italiane, “rischi maggiori d’Europa”

15 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Senza interventi esterni lo stock dei crediti inesigibili che grava sulle banche italiane non subirà nessuna riduzione significativa. Lo ha sottolineato Mirko Sanna, associate director financial institutions di Standard & Poor’s, nel corso della conferenza stampa per la presentazione dell’outlook 2016 dell’agenzia spiegando che “qualunque intervento che possa migliorare il mercato delle sofferenze nel sistema bancario italiano è da considerarsi positivo”.

Al momento, ha aggiunto, l’outlook delle banche italiane rimane stabile. “Ci aspettiamo per la maggior parte un outlook stabile – ha dichiarato – Non vi è ancora un terreno favorevole per evoluzioni positive sul profilo di credito degli istituti anche perchè i rating delle banche sono legati al rating sovrano”.

Sanna è poi entrato nel dettaglio, affermando che “l’insieme dei creditri deteriorati in Italia è attorno al 20% dei prestiti complessivi” e che questo valore “continuerà ad aumentare gradualmente per poi stabilizzarsi nel corso del 2016”.

“Perchè si possa registrare un miglioramento significativo della situazione – ha sottolineato ancora- occorrerà che si registri un’accelerazione dell’economia e che si crei un mercato più attraente ed efficace per la loro cessione. Le due riforme adottate sin qui dal governo sono state positive ma occorrerà del tempo perchè sortiscano pieno effetto”.

Il sistema bancario italiano deve ancora affrontare rischi maggiori rispetto agli altri concorrenti europei sia per ragioni strutturali sia a causa della recessione degli ultimi anni – ha spiegato  ma ora vediamo dei trend positivi, sia per la ripresa vista nel 2015 sia grazie all’accesso a capitale a costi più”.

Liberarsi dei crediti deteriorati senza minacciare capitale

Pur non entrando nel merito del dibattito sulla bad bank, il manager dell’agenzia di rating ha dichiarato: “qualunque cosa che permetta alle banche di far uscire dai propri bilanci questi crediti deteriorati, senza avere impatti significativi sul capitale e senza mettere a repentaglio la loro solidità, sarà positivo”.

Intanto, oggi, al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo oggi a Bruxelles, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ha detto che  piano informale riguardante la soluzione del problema dei crediti deteriorati posseduti dalle banche, che il governo ha presentato alla Commissione europea, “è una proposta che completa gli strumenti che già avevamo sul terreno”.

La proposta dovrebbe essere attuata “in tempi spero rapidi”, ha aggiunto ancora il ministro, facendo sapere che, su questo fronte, con la commissaria dell’Unione Europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager, che aveva aperto alla soluzione bad bank con fondi pubblici, purché si rispettassero le norme in materia concorrenziale, “c’è uno scambio continuo”.