SOS EST EUROPA: IN SOCCORSO BANCA MONDIALE

27 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
reg. n.16190 della Consob. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
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(WSI)- Tassi: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva, con un rialzo dello spread sul 2-10 anni a 178 pb da 173 a fronte di un recupero dei listini azionari. Le tensioni nei paesi dell’Est Europa hanno portato la World Bank, la Bers e la Bei a coordinarsi per concedere ai paesi del centro ed est Europa un finanziamento da 25 Mld€ nei prossimi due anni e consentire così alle piccole e medie imprese di accedere ai prestiti bancari. Gli aiuti saranno sotto forma di azioni, linee di credito e garanzie. Il Fmi ha invece chiesto ai paesi membri di raddoppiare le risorse a sua disposizione a causa dell’aumento del numero di stati bisognosi. Infine Trichet ieri ha dichiarato che esaminerà la proposta di Larosiere che giudica molto interessante e sulla giusta direzione. Sul fronte macro i dati preliminari di febbraio sui prezzi al consumo tedeschi hanno registrato un recupero del dato congiunturale che dovrebbe portare il dato generale intorno allo 0,6% m/m da -0,5% grazie soprattutto al rialzo dei beni alimentari ed al comparto divertimenti e vacanza.

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La variazione dell’aggregato M3 a gennaio è rallentata al 5,9% a/a da 7,5%, con all’interno un rallentamento della componente relativa ai prestiti alle imprese non finanziarie ed alle famiglie, oltre che un calo della componente relativa agli strumenti di mercato. Oggi i mercati resteranno in attesa della pubblicazione dei dati finali sui prezzi al consumo dell’area di gennaio, che potrebbero registrare una revisione al ribasso del dato preliminare (1,1%). Negli Usa mercati azionari nuovamente in calo, malgrado il recupero del comparto finanziario. Questa volta a penalizzare i listini è stato soprattutto il comparto delle aziende collegate alla spesa per la salute, dopo l’annuncio del contenuto della legge finanziaria per il 2010 dell’amministrazione Obama, che reca anche indicazioni sulle intenzioni del governo su base pluriennale. E’ stato confermato il piano da 634Mld$ su base decennale finalizzato all’estensione del numero dei beneficiari dei servizi sanitari pubblici.

Tale piano sarà finanziato per 316Mld$ attraverso risparmi sulla spesa sanitaria e per 318Mld$ mediante aumento delle tasse. Il primo punto è stato quello che maggiormente ha impattato negativamente soprattutto sul comparto farmaceutico, in previsione di contrazione dei margini futuri. Il governo Usa ha stimato un deficit di 1750Mld$ per il 2009 pari al 12,3% del Pil, il livello più alto dalla seconda guerra mondiale. Il deficit è poi atteso diminuire fino a 533Mld$ nel 2013, anno a partire dal quale il deficit inizierebbe nuovamente ad aumentare, in previsione delle maggiori spese collegate all’invecchiamento della popolazione. La spesa pubblica verrebbe finanziata soprattutto mediante aumento dell’imposizione sui redditi oltre 200.000 e 250.000$, a seconda che si tratti di single o famiglie. Inoltre è previsto un aumento dell’imposizione sui profitti delle società Usa prodotti all’estero, oltre all’incremento della tassazione dei capital gain in borsa dal 15% al 20%.

Oggi dovrebbe essere annunciato l’incremento della partecipazione dello stato in Citigroup fino al 40% mediante conversione delle azioni privilegiate in ordinarie, a condizione che Citigroup riesca a convincere anche i soci privati (in buona misura fondi sovrani) a fare altrettanto. Sul comparto obbligazionario nel breve la resistenza principale si colloca al 3% sul decennale.

Valute: Dollaro ancora stabile intorno a 1,2750 vs. Euro. Questa mattina si assiste ad un apprezzamento del Dollaro. Nel breve il supporto si colloca a 1,2650 e successivamente 1,25. Yen in apprezzamento dopo il forte deprezzamento delle ultime sessioni. Verso Euro la resistenza in area 126 ha temporaneamente interrotto la fase di vendita di Yen. Il supporto più vicino si colloca a 123,75. Verso Dollaro si è formata una resistenza a 98,70. Questa notte i dati macro hanno confermato la fragilità dell’economia nipponica con il calo record della produzione industriale a gennaio (-10% m/m), la contrazione dei consumi (-5,9% a/a) e l’inflazione ritornata allo 0% su base tendenziale.

Materie prime: prosegue il rialzo del greggio Wti e della benzina (+11,4%) sulla scia del calo delle scorte nella giornata precedente ed aumento della domanda di carburante. Positivi gli industriali guidati dal rame (+2,7%). Negativi gli agricoli penalizzati dal grano (-2,1%) e dalla soia (-1%), mentre lo zucchero (+4%) si è mosso in controtendenza. In forte calo i metalli preziosi. L’argento ha perso il 6,7%, l’oro il 2,4%.

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