SOROS: IL DOLLARO PUO’ PERDERE 1/3 DEL SUO VALORE

28 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

Il finanziere George Soros ha dichiarato che non sarebbe sorpreso se il dollaro americano perdesse nei prossimi anni un terzo del suo valore ai livelli recenti.

Il miliardario, intervistato dal quotidiano finanziario Wall Street Journal ha detto inoltre che i mercati azionari “potrebbero scendere molto in basso” se gli Stati Uniti dovessero scivolare nuovamente in recessione – un’eventualita’ che Soros ovviamente spera possa essere evitata.

Citando i suoi libri, diverse letture fatte e articoli, il finanziere ha poi sottolineato quelli che potrebbero essere i passi da intraprendere per prevenire che quello che lui definisce “The Bush bear market” affondi in una crisi economica globale.

Dopo anni di crescita rispetto alle principali valute – commenta Soros – sembra che il trend del dollaro si sia rovesciato. Contro l’euro, il dollaro e’ calato di circa il 10% dall’inizio dell’anno fin qui. I trend dei mercati valutari tendono a durare parecchi anni e implicare grandi cambiamenti, ha detto il finanziere, quindi un calo di circa il terzo del valore del dollaro ai recenti livelli “non sarebbe senza precedenti”

Gli investitori fuori gli Stati Uniti, ha detto Soros, sono rimasti molto scossi dalle notizie sugli scandali contabili a partire dal collasso dell’ex colosso energetico Enron all’uragano WorldCom. A peggiorare le cose, ha continuanto, e’ l’apparente indifferenza “dell’amministrazione Bush che non ha mostrato particolare desiderio a fare qualcosa riguardo tali eccessi”.

“Parte del risultato di cio’ e’ che i risparmiatori del mondo hanno perso fiducia nella capacita’ dell’amministrazione Bush di guidare l’aconomia Usa e stanno ritirando a mano a mano i loro investimenti dagli Stati uniti” ha detto Soros.

“La ‘caduta’ del dollaro potrebbe avere “alcune implicazioni molto negative per l’economia mondiale” ha continuano Soros. Tra queste l’eventualita’ che cio’ possa spaventare i consumatori americani.

Non dimentichiamo che nei recenti anni, una forte propensione al consumo degli americani ha determinato un’economia globale forte, ha detto Soros.

Ma se gli americani si spaventano e tagliano le proprie spese, la fragile ripresa dell’economia Usa potrebbe ribaltarsi, portando il paese in una recessione “double-dip” (a doppio minimo). E i mercati azionari potrebbero scendere molto in basso, ha aggiunto il finanziere.

Alla domanda se gli americani potrebbero quindi sospendere gli acquisti, Soros ha risposto di essere scettico su questa possibilita’.
Tuttavia la risposta concreta, potrebbe diventare chiara a tutti molto presto e ha avvertito di tenere sotto osservazione con molta cura alcune cose, come la vendita di auto negli Stati uniti, il mercato immobiliare e la disoccupazione.

Se l’economia comunque continua a migliorare, ha detto Soros, i prezzi dei titoli dovrebbero stabilizzarsi o crescere. “Attualmente siamo in una fase di pessimismo eccessivo sui mercati e potremmo avere una ripresa sul breve termine” ha aggiunto.

Il finanziere miliardario avverte inoltre: “Gli Stati Uniti non saranno il motore per l’economia globale come in passato”. Ma l’Unione Europea, difficilmente puo’ emergere come un motore alternativo, ha detto.

“Diversamente dalla Federal Reserve americana, la banca centrale europea si e’ dimostrata incapace a muoversi prontamente e tagliare i tassi quando necessario per stimolare la crescita.

Cio’ che e’ necessario, ha dichiarato Soros, e’ che gli Stati Uniti riescano a mostrarsi leader nel promuovere l’economia globale.
Un passo utile, sarebbe quello di provvedere il dititto di attingere ad una valuta paniere per i paesi poveri per aiutarli a costruire riserve di valute estere.

Cosi’ sostenuti, i paesi poveri avrebbero la flessibilita’ di spendere piu’ denaro “a casa propria” e stimolare le economie nazionali.

Soros inoltre e’ a favore di un maggiore aiuto ufficiale a quelle istituzioni che prestano denaro alle piccole imprese e agli acquirenti di case nei paesi poveri.