SONDAGGIO: CRESCE IL VANTAGGIO DEL CENTROSINISTRA

22 Novembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Nelle intenzioni di voto degli italiani il centrosinistra mantiene almeno per ora una netta prevalenza. Negli ultimi giorni il distacco pare essersi ulteriormente incrementato, probabilmente per la «delusione» che continua a serpeggiare tra gli elettori del Polo, molti dei quali si sono ora rifugiati nel dubbio o nell’intenzione di astenersi. L’erosione di consensi per la Casa delle Libertà sembra toccare soprattutto Forza Italia. Per tentare di arrestare questo trend Berlusconi ha ipotizzato il ritorno alle urne, cercando di persuadere gli indecisi che, a seconda dei momenti, oscillano dal 30 al 40%.

Almeno per ora, il centrosinistra mantiene una netta prevalenza nelle intenzioni di voto degli italiani. Sia in quelle «certe», sia nel mercato potenziale, costituito da chi, pur non avendo maturato un orientamento preciso, esprime una sorta di presa in considerazione per questo o quel partito o per questa o quella coalizione. Negli ultimi giorni il distacco pare essersi ulteriormente incrementato, probabilmente a seguito della «delusione» che continua a serpeggiare tra gli elettori del Polo. Molti tra costoro si sono ora rifugiati nel dubbio o nell’intenzione di astenersi.

Ma la erosione di consensi per la Casa delle Libertà non è distribuita equamente tra le sue componenti, ciò che sollecita inevitabilmente la litigiosità interna, aggravando la crisi del centrodestra. Il calo di voti risulta infatti riguardare perlopiù il partito del presidente del Consiglio. Si tratta, con tutta evidenza, dell’espressione di una sfiducia (crescente negli ultimi mesi) nei confronti di Berlusconi.

Per tentare di arrestare questo trend, il Cavaliere ha dunque ipotizzato di ritornare al vaglio delle urne. Cercando non tanto di persuadere chi oggi dichiara di avere già scelto uno dei partiti di opposizione, quanto di incidere sul settore (anch’esso in espansione, di settimana in settimana) che afferma di essere indeciso sulla scelta o di non volere recarsi a votare. Si tratta di una porzione di elettorato imponente, oscillante (a seconda dei momenti) dal 30 al 40%.

Il profilo sociale di quest’area è per molti versi diverso da quello dei votanti per il centrodestra o per il centrosinistra. C’è una netta prevalenza femminile, costituita in larga misura da casalinghe, che un tempo costituivano uno degli «assi portanti» del consenso per FI. Ma il connotato forse più significativo è rappresentato dalla quota molto maggiore di giovani e giovanissimi (che ancora una volta si confermano più “lontani” dalla politica), mentre le persone oltre i sessanta anni appaiono decisamente orientate verso il centrodestra, tanto che si registra in quest’ultimo una forte presenza di pensionati. E nel centrosinistra si conferma la consueta accentuazione tra coloro che hanno oggi 40-60 anni, vale a dire la generazione di chi ha vissuto le vicende politiche degli anni ’70.

In realtà non tutti gli indecisi sono «veramente» tali. Una parte, come si è detto, era, sino a qualche tempo fa, simpatizzante per il centrodestra e quindi può essere in qualche modo considerata più vicina al governo che all’opposizione. Un’altra (di entità leggermente superiore) esprime invece una qualche predilezione per il centrosinistra. Altri, la maggioranza, non indicano nessun orientamento. Ma tutti – o quasi – sono accomunati dal fatto di non interessarsi di politica e, di conseguenza, di seguire poco le vicende relative a quest’ultima.

Costoro, che possiamo denominare «esterni», hanno spesso un atteggiamento assai critico – talvolta qualunquistico («i politici sono tutti uguali») – sia verso il governo, sia verso l’opposizione. Si tratta di un pubblico molto sensibile alla figura del leader, particolarmente aperto ai messaggi più semplici, scettico di fronte a ragionamenti articolati o alle talvolta inevitabili complessità spesso presenti nella comunicazione di questa o quella forza politica. Proprio per questo è un settore di elettorato fondamentale per vincere, ma difficile da conquistare. E, forse in misura ancora maggiore, da «riconquistare».

Copyright © Corriere della Sera per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved