SONDAGGIO: BERLUSCONI BATTE BERSANI 49 A 37

4 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Dodici punti di svantaggio e un gap difficile da colmare: la strada di Pierluigi Bersani, nuovo leader dell’opposizione, è tutta in salita. Secondo il sondaggio realizzato da SpinCon per Notapolitica, se domani si votasse per scegliere il nuovo Presidente del Consiglio, Berlusconi batterebbe Bersani 49 a 37. Il cav migliorerebbe di più di due punti percentuali la performance fatta registrare alle elezioni politiche 2008, mentre Pierluigi Bersani perderebbe mezzo punto rispetto al risultato di Walter Veltroni. Il 13% degli indecisi andrà riconsiderato soprattuto alla luce di un ipotetico terzo polo centrista con un suo candidato autonomo. In questa rilevazione, comunque, l’elettorato dell’Udc si è spaccato praticamente in tre tra chi sceglie il candidato del centrodestra, chi quello del Pd e chi invece preferisce non scegliere tra i due.

Il panorama dei singoli partiti fa registrare l’ottimo risultato della Lega che fa il pieno di voti tra Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Piemonte ma si dimostra in grado di incidere anche in diverse province dell’Emilia Romagna, della Liguria e della Toscana. Buono anche il dato del Pdl che però non riesce ad avvicinarsi alla soglia psicologica del 40%. Colpa di un leggero spostamento dell’elettorato verso la Lega Nord e verso il non-voto, determinato con ogni probabilità da un lato dall’iperattivismo del partito di Bossi, dall’altro dalle liti interne di queste settimane.

Nel centrodestra sono in calo rispetto ai dati di Aprile 2008 sia il Movimento per le Autonomie di Lombardo che La Destra di Storace: entrambi perdono punti in favore del PdL e, soprattutto al nord, della Lega.

Conferma per l’Udc che scende di poco rispetto alle Europee ma gravita comunque attorno al 6% dei consensi e probabilmente ha un trend in ascesa determinato dal possibile apparentamento con il gruppo dei rutelliani.

Nel centrosinistra il Pd sembra essersi ripreso dopo i minimi storici di questa primavera e viaggia attorno al 29% con tendenza al rialzo: potere delle primarie e dell’alta esposizione mediatica che ne è derivata. Tutto da valutare l’impatto sul partito del Caso Marrazzo, fino ad oggi impercettibile. Meglio rispetto alle politiche ma in calo nel confronto con le Europee è l’IDV di Antonio di Pietro che si ferma al 6,7%.

Attorno al 2% le due principali formazioni della sinistra radicale, Sinistra e Libertà e Rifondazione Comunista. I Verdi di Bonelli, invece, se corressero da soli non andrebbero oltre lo 0,3%. In calo rispetto alle europee anche i radicali, fermi all’1,2%.

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