Sondaggi: Movimento 5 Stelle al 12%, puo’ puntare al 20%

18 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Forte di un balzo del +10% dei consensi in due anni, il Movimento 5 Stelle diventa la terza forza politica del paese, dietro a PD e PdL, che ha visto ormai dimezzati i consensi. Ma c’e’ di piu’: il bacino potenziale della formazione dei ‘grillini’ tocca il 20%, anche per effetto della delusione degli italiani per la ‘vecchia politica. Come dimostra il fatto che 7 italiani su 10 hanno cambiato idea rispetto alle politiche del 2008.

In un’indagine condotta tra il 12 e il 14 maggio dall’Istituto Demopolis, emerge che oltre il 70% del campione interpellato si sente oggi poco o per niente rappresentato dal partito votato alle politiche del 2008. Inevitabile che la crescente insofferenza verso i partiti che hanno governato l’Italia sin qui abbia favorito la novita’ rappresentata dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Nato poco piu’ di due anni fa, sta erodendo sempre piu’ voti a partiti che vantano una storia molto piu’ lunga, come Italia dei Valori e la Lega, a cui ha ‘scippato’ il 18% dei consensi.

La creazione dell’agitatore di folle genovese e’ passata dal 2,4% del giugno 2010 al 7,8% dell’aprile scorso, per attestarsi oggi al 12%. “E’ l’effetto, anche emulativo, della risonanza mediatica che ha seguito il recente successo alle Amministrative”, afferma il direttore dell’Istituto di ricerche Pietro Vento, che agigunge: “Di fronte all’assenza di concreti e percepibili segnali di rinnovamento da parte dei partiti tradizionali, il Movimento di Grillo diviene oggi, virtualmente, la terza forza politica nel Paese, con un bacino potenziale che tocca il 20%”. Un italiano su cinque prenderebbe, infatti, in considerazione l’ipotesi di un voto al movimento del comico genovese.

“Il 43% di chi voterebbe oggi il Movimento 5 Stelle – prosegue Pietro Vento – attribuisce la propria scelta all’esigenza di contribuire ad un radicale cambiamento della classe politica”. Il 28% perche’ non si sente piu’ rappresentato da alcun altro partito, il 19% per dire “basta” alla politica economica dell’Unione Europea e del Governo Monti.

Significative sono le differenze nella penetrazione territoriale registrate da Demopolis: il Movimento appare in ulteriore crescita al Nord, dove raggiunge il 16% e nelle regioni del Centro, mentre si posiziona intorno al 6% al Sud e nelle Isole.

La fazione a Cinque Stelle ha il suo bacino piu’ forte nell’elettorato sotto i 50 anni, ottiene consensi superiori alla media tra i laureati e soprattutto tra i navigatori abituali della Rete (21%): uno su cinque, se ci recasse alle urne per il rinnovo del Parlamento, sceglierebbe Grillo. Gli elettori tipo sono critici verso il sistema e rivelano un grado di attenzione verso la politica nettamente superiore al dato medio nazionale.
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L’Istituto Demopolis ha analizzato infine – per il programma Otto e Mezzo de LA7 – la provenienza del consenso in base al voto espresso alle politiche del 2008: su quasi 4 milioni di elettori stimati oggi per il Movimento 5 Stelle, circa un quinto proviene dall’area del non voto; 24 su 100 avevano votato per il PD nel 2008, 22 per il PDL: in buona parte elettori delusi, indifferentemente di Centro Destra e di Centro Sinistra.

Un elemento di analisi ancora piu’ importante e’ che Grillo inizia a sottrarre consensi all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Che non a caso dal risultato delle amministrative e’ combattutto tra schierarsi con o contro il comico genovese.

Il Movimento 5 Stelle risulta inoltre avvantaggiato, in questo frangente, dalla crisi della Lega Nord, con una componente significativa del 18% sottratta proprio al partito fondato da Umberto Bossi.