Sofosbuvir di Gilead per il trattamento dell’epatite C raggiunge l’endpoint primario nel quarto

19 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

Gilead Sciences (Nasdaq:GILD) ha comunicato in data odierna i risultati salienti emersi dallo studio di Fase III 3 FUSION inteso a valutare l’efficacia dei regimi terapeutici della durata di 12 e 16 settimane a base del nucleotide a somministrazione monogiornaliera sofosbuvir in combinazione con ribavirina (RBV) in pazienti con infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) di genotipo 2 o 3 precedentemente trattati senza successo. Lo studio ha raggiunto il proprio endpoint primario di efficacia consistente nella superiorità rispetto ad un tasso di risposta virologica sostenuta (SVR) storico di controllo predefinito del 25 per cento. Nello studio FUSION, il 50 per cento dei pazienti (n=50/100) rientranti del braccio di trattamento di 12 settimane e il 73 per cento dei pazienti (n=69/95) rientranti nel braccio di trattamento di 16 settimane hanno raggiunto una risposta virologica sostenuta alla Settimana 12 (SVR12) (p