Società italiana quotata verso il crac, a rischio bond per 200 milioni

12 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Waste Italia è sull’orlo del crac dopo che la società di revisione PWC si è detta impossibilitata a esprimere un giudizio sul rapporto semestrale del gruppo. La multinazionale di revisori contabili ha detto di basarsi sul presupposto che la continuità aziendale del gruppo quotato a Piazza Affari (segui live blog) è soggetto a “molteplici significative incertezze”.

La società quotata al segmento MTA specializzata nella gestione dei rifiuti attraversa una crisi finanziaria molto grave e non vede la luce in fondo al tunnel. Ecco perché “la bocciatura della semestrale da parte dei revisori di Pwc è pressoché un atto dovuto”, come ricorda Il Sole 24 Ore e non fa che confermare la situazione drammatica del gruppo.

I numeri dell’ultima semestrale sono allarmanti: il gruppo Waste Italia ha archiviato la prima metà dall’anno con un fatturato di 53,36 milioni di euro, in contrazione del 22% rispetto ai 68,47 milioni del primo semestre dell’anno prima. La perdita nel periodo è stata pari a 16 milioni di euro, più grande rispetto ai 9,8 milioni del 2015.

L’indebitamento finanziario netto era pari a 266,7 milioni di euro a fine giugno, un dato più negativo di quello di sei mesi prima (262 milioni). A rischio ci sarebbero bond per un valore complessivo di ben 200 milioni di euro.

In Borsa il titolo vale appena 0,1065 euro al momento (-0,47%). Il tracollo è iniziato il 12 novembre 2015, data in cui i titoli quotavano 0,89 euro. A metà maggio il gruppo, attivo anche nelle energie rinnovabili, ha annunciato che non sarebbe stato in grado di ripagare due bond agli obbligazionisti con cedola 10,50% e scadenza 2019 da 200 milioni di euro in totale.

Quel giorno si è aperta ufficialmente una grave crisi per il gruppo, che ora sta lavorando per una ristrutturazione dei bond in default. È l’ultima speranza che hanno i creditori per non vedere evaporare il loro investimento.