SMALL CAP USA: UN ALTRO RALLY AL VIA

31 Ottobre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Una recente analisi condotta dalla banca d’affari Lehman Brothers ha sollevato alcune preoccupazioni tra gli investitori attivi sulle cosiddette small cap, o societa’ a bassa capitalizzazione.

Il rapporto di Lehman evidenzia che il Russell 2000, l’indice di riferimento del settore, nei primi nove mesi del 2003 ha registrato un incremento superiore al 27%, una performance che dovrebbe suonare come un campanello d’allarme.

Il broker osserva che in passato, nelle circostanze in cui l’indice e’ cresciuto piu’ del 20% nel periodo in questione, la media dei ritorni nel quarto trimestre e’ stata del –5,5%, e i rendimenti si sono rivelati negativi il 67% delle volte.

Partendo da questo spunto, Wall Street Italia ha intervistato alcuni dei fund manager della categoria small cap Usa che nell’ultimo anno si sono distinti per i rendimenti particolarmente brillanti. Eccone le opinioni e i consigli sui titoli e i settori su cui puntare.

Leroy Kopp, gestore del Kopp Emerging Growth Fund (KOPPX, +86% su base annua), e’ molto fiducioso sulle prospettive del comparto. A suo giudizio il movimento delle small cap finora e’ stato guidato dagli investitori istituzionali, e un minore livello di cautela dei privati dovrebbe presto dare una significativa spinta al mercato.

Kopp cita anche l’impatto positivo dell’hi-tech sulla produttivita’, che si e’ tradotto in utili piu’ elevati e bassa inflazione. E le minori pressioni sui tassi d’interesse, come conseguenza, stanno fornendo un importante impulso alla crescita delle piccole aziende.

I settori piu’ rappresentati nel fondo da lui gestito sono il sanitario (life science e biotech), wireless e semiconduttori. Tra i titoli consigliati, Enterasys Networks (ETS – Nyse) e Inkine Pharma (INKP – Nasdaq): quest’ultima, quotata over the counter, “e’ seguita da pochi analisti, ma ha un eccellente potenziale di crescita”.

Alla base dell’ottimismo di Tom Hanson, di Pacific Advisor Small Cap Fund (PASMX, +63% su base annua), vi sono invece considerazioni relative all’attuale stadio del ciclo economico. Nelle fasi iniziali della ripresa, osserva Hanson, le societa’ a bassa capitalizzazione tendono a registrare tassi di crescita di utili e fatturato maggiori delle large cap.

In particolare, secondo il gestore, dovrebbero trarre beneficio le aziende di servizi finanziari, sanitari, energetici e di trasporto. Tra i singoli titoli, Hanson sta sovrappesando American Service Group (ASGR – Nasdaq), una societa’ di servizi sanitari che vanta una “presenza solida in una nicchia occupata da poche aziende”.

Nei finanziari segnala First Cash (FCFS – Nasdaq), che dispone di un “elevato cash flow” e presenta “un basso livello di P/E”. Molto interessanti, a suo giudizio, sono inoltre Intervoice (INTV – Nasdaq), Carbo Ceramics (CRR – Nyse) e SCS Transportation (SCST – Nasdaq).

Un ulteriore elemento incoraggiante arriva dall’analisi tecnica. Daniel Perkins, del Perkins Discovery Fund (PDFDX, +75% su base annua), cita in particolare il segnale rialzista della forza relativa del comparto small cap. Il fund manager osserva che il movimento favorevole ha avuto luogo all’inizio del 2000 e che la sua durata tipica si aggira intorno ai sette anni.

Il Perkins Discovery sceglie i titoli a prescindere dalle considerazioni sull’industria di appartenenza, attraverso un procedimento “bottom-up” (dal basso verso l’alto) basato su considerazioni fondamentali e tecniche. Il gestore concentra poi l’attenzione su aziende in cui si stanno verificando importanti cambiamenti (un nuovo prodotto, nuovo management, ristrutturazioni, ecc.).

Tra i singoli titoli, anche Perkins cita First Cash (FCFS – Nasdaq), che a suo giudizio presenta una buona configurazione “testa/spalla rovesciata”. Un pattern positivo lo mostra inoltre RF Monolitics (RFMI – Nasdaq), mentre Novarre (NAVR – Nasdaq) e’ interessante per ragioni relative alla valutazione.

Solo leggermente meno ottimista, rispetto ai suoi colleghi, e’ Martin Yokosawa, gestore dell’Oberweis Micro-Cap Portfolio (OBMCX, +124% su base annua). A suo giudizio le small cap sono correttamente valutate, contrariamente alle large cap, ma nel breve termine potrebbero registrare un calo come conseguenza di un eventuale arretramento di queste ultime.

Per il piu’ lungo periodo, tuttavia, la raccomandazione e’ senz’altro “Buy”. Oltre alla favorevole fase del ciclo economico, Yokosawa menziona i bassi tassi d’interesse (un elemento fondamentale per il comparto) e la sovracapacita’ delle large cap. Il focus del gestore si e’ spostato dal settore sanitario all’hi-tech. E tra i semiconduttori, predilige le societa’ che producono chip per memorie flash, macchine fotografiche digitali e schermi piatti.

Nonostante l’Oberweis sia molto diversificato, una buona fetta e’ concentrata su eReasearch (ERES – Nasdaq), che e’ insieme una societa’ medica e tecnologica. Un’altra azienda sovrappesata in portafoglio e’ Advanced Neuromodulation (ANSI – Nasdaq), attiva sui prodotti per il trattamento del dolore fisico. E dopo il selloff seguito alla revisione sui risultati del quarto trimestre, Yokosawa giudica molto conveniente J2 Global (JCOM – Nasdaq).

* Americo Pietropaolo e’ analista finanziario di Wall Street Italia

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