Sistemi pagamento Target 2: Sud Eurozona deve 860 miliardi alla Germania

1 Agosto 2017, di Daniele Chicca

L’area periferica dell’area euro, quella meno virtuosa che comprende i paesi del sud della regione, deve sempre più soldi alla Germania: 860 miliardi di euro per l’esattezza. È quanto emerge dai saldi Target 2 della Bundesbank. Il bilancio è in attivo per diverse centinaia di miliardi nei confronti deglI Stati membri meno virtuosi. Significa che se l’Italia o la Grecia per esempio dovessero mai abbandonare l’Eurozona, dovranno saldare il passivo e restituire tutti i soldi che devono alla prima potenza economica della regione.

Il sistema dei pagamenti Target 2 è un sistema interbancario che regola i bonifici tra i vari Stati dell’Unione Europea tramite le banche centrali dei rispettivi paesi coinvolti, siano essi creditori o debitori. Permette che vengano concessi e ottenuti prestiti transfrontalieri in modo rapido. Circa 35 mila transazioni vengono effettuate in media ogni giorno, per un valore complessivo di €1.700 miliardi. In un anno intero nel sistema Target 2, che serve a riequilibrare gli squilibri della bilancia dei pagamenti tra i paesi aderenti, vengono eseguite 90 milioni di operazioni per una somma pari a €440.000 miliardi.

Se si guarda alla situazione singola dell’Italia, stando ai dati disponibili a giugno emerge che una eventuale chiusura dei saldi Target 2, processo indispensabile per poter uscire dall’Eurozona, costerebbe molto caro alla terza economia dell’area: per la precisione più di 420 miliardi. Il debito accumulato da Bankitalia nei confronti delle altre banche centrali dell’area euro è balzato a un nuovo record in maggio. Stando ai dati mensili pubblicati da Via Nazionale, alla fine di quel mese il debito dei pagamenti Target 2 si è attestato al massimo assoluto di 421,6 miliardi di euro, in aumento dai 411,6 miliardi della precedente rilevazione.

ll sistema di pagamenti Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer 2 (Target 2) è quello utilizzato dalle banche centrali dell’area euro per scambiarsi in tempo reale le risorse necessarie al funzionamento di ciascun sistema finanziario nazionale. Se ne era parlato molto quando Mario Draghi, nel rispondere a un’interrogazione di due eurodeputati del MoVimento 5 Stelle sui costi di una eventuale Italexit, aveva sottolineato che per poter abbandonare l’Eurozona, Roma avrebbe dovuto prima ripianare i debiti accumulati dalla Banca d’Italia nel sistema Target 2.

Il saldi Target 2 sono di fatto una falla irreparabile del sistema: è chiaro a tutti che non quei debiti accumulati sono diventati troppo grandi per poter essere ripagati da un paese che decidesse di abbandonare l’area euro. Lo schema dell’assicurazione sui depositi è solo di facciata. Il suo scopo è quello di pretendere che ci sia in vigore uno scudo in caso in cui precipiti una crisi bancaria.

Il fondo di risoluzione ha 17,4 miliardi di euro di riserve come cuscinetto. La sola Italia ha 276 miliardi di euro di crediti deteriorati iscritti nei bilanci delle sue banche. In termini assoluti Atene ha 115 miliardi di euro di crediti inesigibili. Cipro e Grecia hanno rapporti di npl del 46% e 45% rispetto alla quota totale di prestiti. La percentuale è del 10-20% in una lunga lista di paesi dell’area: Bulgaria, Croazia, Ungheria, Irlanda, Italia, Portogallo, Slovenia e Romania.

Nessuno osa ammetterlo ma è un po’ come se il sistema bancario europeo fosse insolvente. Per evitare una corsa agli sportelli e una fuga dai depositi delle banche, l’UE ha allo studio un sistema per congelare i depositi. Il passo successivo sarà l’abolizione del contante, in modo tale da poter gestire a proprio piacimento i soldi dei cittadini che saranno diventati tutti correntisti.