Siria, inviato Onu ammette: “Piano di pace fallirà”

2 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Così com’è strutturato il piano per una pace in Siria fallirà. Lo ha ammesso in un memo top secret l’inviato delle Nazioni Unite nel paese impegnato da cinque anni in una sanguinosa guerra civile.

Alle condizioni attuali l’Onu non sarà in grado di monitorare adeguatamente il terreno e imporre il cessate-il-fuoco che verrà chiesto durante le trattative di Ginevra, dove pure ha sede l’organizzazione delle Nazioni Unite.

Secondo quanto riportato da Colum Lynch su Foreign Policy, il memo dal titolo “Draft Ceasefire Modalities Concept Paper” sostiene che anche dopo i colloqui di pace, la Siria rimarrà un paese troppo pericoloso perché la missione peacekeeping dell’Onu possa avere successo, senza mettere a rischio delle vite umane. Gli osservatori avranno il compito di fare rispettare il cessate-il-fuoco.

“Il contesto politico internazionale e nazionale attuale e le condizioni operative attuali ci dicono che una risposta dell’Onu che faccia affidamento sui soldati internazionali o gli osservatori militari non riuscirà a monitorare il cessate-il-fuoco e garantire che venga rispettato”. Per lo meno non senza mettere a repentaglio delle vite umane.

Il documento confidenziale preparato da un team di esperti che ha lavorato con Staffan de Mistura, l’inviato dell’Onu in Siria, ha scritto che “ci sarà un momento in cui bisognerà scegliere tra il desiderio di ottenere la massima credibilità possibile con un progetto concreto per poter fare rispettare il cessate-il-fuoco e la tolleranza a correre un rischio per la propria pelle”.

 

Un cessate-il-fuoco immediato è solo il primo passo di un piano di pace per la Siria costituito da quattro punti. Il progetto è stato presentato dall’Iran, un alleato insieme alla Russia del regime di Assad. Detto questo pare che nei giorni scorsi il Cremlino abbia inviato un emissario per trattare con il leader sciita baatista e chiedere di farsi da parte. Assad ha rifiutato categoricamente.

Il piano prevede la formazione di un governo di unità nazionale, nel rispetto dei diritti espressi dalla costituzione, e che si tengano le elezioni presidenziali sotto la supervisione delle autorità internazionali.

Ma il memo del team di Mistura, ottenuto in esclusiva da Foreign Policy, implica che il governo siriano e i suoi più stretti alleati impongano il cessate-il-fuoco con la forza, piuttosto che grazie al lavoro di un gruppo di supervisori indipendenti inviato dall’Onu nelle zone di guerra.

La Siria, alla fine dei conti, “rimarrà un paese militarizzato, volatile e molto frammentato” nel prossimo futuro, secondo il rapporto top secret.

“In una situazione del genere, sarà estremamente difficile dispiegare funzionari internazionali per condurre sul terreno i compiti di osservazione richiesti”.

I rappresentanti delle forze di Opposizione, sostenute da Stati Uniti e Occidente, sono appena arrivati a Ginevra per i colloqui ma hanno già imposto dei paletti: prima di iniziare hanno chiesto che venga affrontata la crisi umanitaria e risolte le questioni più impellenti. Inoltre i negoziati tra le parti coinvolte nel caos siriano, come ha ricordato la Russia, si terranno per procura e non saranno diretti.

Fonte: Foreign Policy