Siria: “genocidio di bambini”. Accordo impossibile tra Usa e Russia

30 Settembre 2016, di Daniele Chicca

GINEVRA (WSI) – I colloqui tra Russia e Stati Uniti per trovare una strategia di uscita alla guerra in Siria, che si protrae ormai da cinque anni, sono in fase di stallo da aprile. L’intesa tra le due potenze mondiali appare sempre più lontana e secondo alcuni commentatori è ormai “impossibile”.

Un anno fa partiva la campagna militare russa nel paese a difesa del regime di Bashar al-Assad e lanciata ufficialmente per combattere i ribelli “terroristi”. Gli Stati Uniti sono invece impegnati con finanziamenti e aiuti ai ribelli anti governativi che non sono affiliati con gruppi ritenuti terroristi da Washington come l’ISIS. Proprio per via di queste differenze di intenti e obiettivi, una soluzione politica alla crisi tarda ad arrivare e forse non arriverà mai.
Il Segretario di Stato americano John Kerry ha minacciato il Cremlino di interrompere le relazioni sulla crisi siriana per tentare di attuare l’accordo per il cessate il fuoco. Le due parti sono divise principalmente perché Mosca non sta rispettando le tappe del processo di pace e continua a sostenre la volontà di Assad di imporsi militarmente.
Intanto mentre nelle sale diplomatiche non si fanno progressi, su Aleppo continuano a piovere bombe. L’aviazione francese nel frattempo prosegue l’offensiva anti ISIS a Mosul. Il tutto non fa che accrescere il numero delle vittime della guerra civile, che si è trasformata in un conflitto mondiale per procura, soprattutto fra i civili.
È arrivato il drammatico appello di Unicef: “bambini intrappolati ad Aleppo Est, è un genocidio“, denuncia l’organizzazione no-profit. L’area orientale della città è controllata dagli insorti anti governativi, sostenuti in maniera discontinua dai Paesi arabi del Golfo e che invece la Russia vuole vedere sconfitti. Assad e il suo governo sono l’ultimo alleato che rimane alla Russia nella polveriera mediorientale.