Sindacati spaccati su Renzi. Nessun accordo al vertice Cgil-Cisl-Uil

29 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Giornata cruciale nel cammino del Jobs act segnato oggi da due appuntamenti fondamentali. In mattinata i vertici di Cgil, Cisl e Uil si sono riuniti ma dopo due ore di confronto non hanno trovato l’accordo, ma solo l’impegno a proseguire il confronto per un’azione unitaria. Sul fronte dell’articolo 18 infatti Cisl e Uil mantengono una posizione attendista in vista di conoscere i dettagli del provvedimento che Renzi intende proporre. Mentre la Cgil è all’attacco. In serata è in programma la direzione del Pd da molti descritta come una resi dei conti interna ai democratici giocata proprio sulla riforma del mercato del lavoro.

L’incontro dei sindacati

Camusso, Angeletti e Bonanni, accompagnato da Annamaria Furlan che gli succederà alla guida della Cisl, si sentono tagliati fuori dal premier che – accusa la leader della Cgil, Susanna Camusso – sembra invece dialogare solo con Confindustria: “Il punto è la garanzia alle imprese della libertà di licenziare, una cosa mai detta prima in questo Paese”. La Cgil da parte sua sarà già in piazza San Giovanni a Roma il 25 ottobre e preannuncia lo sciopero generale se ci sarà un’accelerazione del Governo con un decreto. Camusso resta all’attacco: “Renzi non sa nemmeno che i co.co.co non esistono più. Adesso esistono altre forme di contratti: voucher, contratti a progetto e associazioni in partecipazione”. Per quanto riguarda la mobilitazione la leader della Cgil ha detto: “è stata una discussione più di valutazioni e proposte che di mobilitazioni”.

Più cauta, invece, la Cisl, che vorrebbe ripartire dalla piattaforma lanciata prima dell’estate e cercare quindi una mediazione sull’articolo 18 nel quadro di un confronto più ampio: fisco, politica industriale, investimenti, precarietà. Cauta anche la Uil che attende una posizione chiara e definitiva del governo, e che oggi pomeriggio terrà una riunione del suo esecutivo proprio mentre sarà in corso la direzione Pd. Per Angeletti, però, “Renzi ha fatto una battuta stupenda” dicendo di voler trattare con i lavoratori sulla riforma: “Mi immagino che Renzi voglia parlare con 17 milioni di lavoratori dipendenti, ci vorrà un po’ di tempo, visto che non vuole parlare con chi rappresenta i lavoratori. Le tutele vanno estese, non tolte”. La Uil giudica comunque “una cosa buona e positiva” l’intenzione del premier Matteo Renzi di eliminare le forme contrattuali che per i sindacati generano precarietà ma avverte: “Non ci sono scambi”.

Poletti: “Abbiamo deciso di cambiare e cambieremo”

“Quando uno decide di cambiare è sempre il giorno giusto, noi abbiamo deciso di farlo e lo faremo”: così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo al ‘Dialogo italo-tedesco sull’occupazione giovanile’, parlando della riforma del mercato del lavoro e ribadendo, tra l’altro, l’obiettivo di portare avanti “l’allargamento delle tutele, in modo che tutti i lavoratori tendenzialmente abbiano tutele analoghe” e contestualmente “un radicale spostamento verso le politiche attive”.

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Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, boccia la proposta del premier Matteo Renzi di un’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori a fronte di una eliminazione dei contratti di lavoro precari.

“Renzi non sa – ha detto Camusso entrando nella sede della Cisl dove e’ in programma una riunione con le altre sigle sindacali – che i co.co.co come modello contrattuale non esiste piu’, vale solo per i pensionati. E’ stato sostituito da altre forme come i voucher e i contratti a progetto. Si puo’ fare propaganda o un ragionamento serio”.

Oggi direzione Pd sul lavoro. Renzi, “via i contratti precari”
“Non mi pare che ci sia ne’ nella legge delega ne’ nelle parole di Renzi l’intenzione vera di ridurre il precariato”. Poi Camusso ha aggiunto: “Siamo pronti a un’estensione” dell’applicazione dell’articolo 18 anche ai sindacati. “Come tutti i partiti politici, la Chiesa e tutte le organizzazioni di tendenza anche nel sindacato non si applica l’articolo 18”.

E ancora. “Ieri sera Renzi per la prima volta nella storia di questo Paese ha detto che il punto e’ la garanzia alle imprese della liberta’ di licenziare. Mi sembra – ha osservato Camusso – che oggi su questo bisogna concentrarsi”.
Duro anche il segretario della Uil, Luigi Angeletti. Interpellato su quanto dichiarato ieri da Renzi, secondo cui nelle organizzazioni sindacali non si applica l’articolo 18, Angeletti ha affermato: “Noi siamo organizzazioni di tendenza. Renzi non conosce nemmeno la Costituzione”.

Secondo Angeletti abolire l’articolo 18 non ha senso. “E’ comprensibile a tutti che ci siano lavoratori con tutele e altri con zero tutele. Facciamo in modo che, senza togliere niente a nessuno, proteggiamo un po’ di piu’ chi non ha tutele”.