Società

Sindacati, finalmente Bonanni getta la spugna. Pensione troppo alta

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ROMA (WSI) – Un fulmine a ciel sereno. Anche per i più vicini al segretario generale nella sede di Via Po. Il leader Cisl Raffaele Bonanni domani annuncerà l’addio alla guida del sindacato con un’intervista al quotidiano Avvenire.

La notizia è confermata da fonti vicine a Bonanni. Le fonti spiegano che è stato accelerato il percorso di uscita (la scadenza del mandato era per il 2015 a 66 anni). In pole per la successione Annamaria Furlan.

La conferma della convocazione degli organismi dirigenti arriva dallo stesso Bonanni. “Dobbiamo discutere delle cose”, si è limitato a ripetere Bonanni diverse volte, aggiungendo: “Abbiamo convocato i segretari regionali e confederali per domani. Ne riparliamo domani”.

Come ricorda La Repubblica “che la stagione di Bonanni volgesse al termine si è capito nelle ultime settimane”, quando hanno ricominciato a girare nei corridoi vecchi veleni, dossier e lettere anonime.

Ai sindacati sono sembrati troppi i 4.800 euro netti di pensione (circa 7 mila lordi) maturati nel retributivo poco prima che entrasse in vigore la riforma Fornero. Le accuse di essersi aumentato lo stipendio per aumentare l’importo dell’assegno sono state respinte facendo notare che gli anni di contributi sono 47. “Ma quando i corvi volano lasciano il segno”, scrive il quotidiano.

Abruzzese, nato a Bomba (Chieti), Bonanni è stato eletto segretario generale della Cisl il 27 aprile 2006 e riconfermato nei congressi confederali del 23 maggio 2009 e del 15 giugno 2013.