Sindacati e industriali presentano proposta comune al governo

4 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Le parti sociali, dopo un incontro informale questa mattina, si presentano all’incontro con il governo sulla crisi economica “con un documento comune”. Lo ha indicato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. E lo hanno confermato la leader degli industriale Emma Marcegaglia e della Cgil, Susanna Camusso, che ha parlato di “cinque punti di interventi e proposte per una crescita da attuare subito”.

CAMUSSO: ‘TRA PARTI PUNTI IN COMUNE E QUALCHE DISTANZA’ – Le parti sociali hanno “molti punti in comune” sui temi della crisi economica, e sulle proposte da fare al governo per la crescita. Mentre resta qualche distanza rispetto alla posizione della Cgil “sul giudizio sulla manovra economica e sul tema delle privatizzazioni”. Lo ha indicato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, spiegando che comunque le parti si presentano oggi al tavolo di confronto con il governo con un documento comune su 5 punti che elenca “interventi e proposte per la crescita da attuare subito”.

Quanto ad una possibile accelerazione del nuovo Statuto dei lavori, a cui ha accennato ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per la leader della Cgil si tratta solo “di una provocazione del governo” su cui non hanno preso posizione le diverse sigle delle parti sociali: “A nessuna delle parti – sottolinea Camusso – interessa percorrere un percorso di divisioni su questo fronte perché ridurre i diritti dei lavoratori non ha mai portato alla crescita”.

BONANNI: ‘PARTI SOCIALI D’ACCORDO, SERVE UNA STERZATA’ – Le parti sociali, che si presentano al tavolo con il governo sulla crisi economica “con un documento comune”, sono tutte d’accordo nel sostenere “che c’é bisogno di dare una sterzata”. Lo ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo l’incontro informale tra le parti sociali che ha preceduto l’appuntamento con il governo oggi a Palazzo Chigi.

Bonanni ha sottolineato che “bisogna lavorare subito sul fisco, sulle municipalizzate, le infrastrutture e l’energia. Bisogna superare la logica dei veti che ha bloccato lo sviluppo del paese”. Anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha indicato che le parti sociali diranno al governo “che la prima cosa da fare per la crescita è fare gli investimenti” fino ad oggi rallentati o impediti “da troppe regole”.

ANGELETTI: ‘FIDUCIA ULTIMA COSA DA SMARRIRE’ – “La fiducia è l’ultima cosa che dobbiamo smarrire”. Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha risposto così sulla fiducia delle parti sociali in vista dell’incontro di oggi con il governo, e dopo l’intervento di ieri del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla crisi economica e l’allarme sui mercati finanziari.

BONANNI: ‘DA VERIFICARE OGGI PAROLE BERLUSCONI’ – E’ stato “un discorso generico” quello di ieri del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla crisi economica, “tutto da verificare oggi. Mi attendo che entri nel merito per circoscrivere i problemi”. Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, arrivando ad un incontro tra le parti sociali in vista del tavolo con il governo che ci sarà alle 11 a Palazzo Chigi.

Un pre-vertice che serve, ha spiegato il leader della Cisl, “a cercare linee comuni alla luce di quello che ha detto ieri Berlusconi. Noi – aggiunge – chiediamo concretezza su alcuni aspetti come il fisco, i poteri speciali per appalti e energia, i costi della politica e dell’amministrazione”.

ALFANO VEDE MARCEGAGLIA, CLIMA DI RESPONSABILITA’ – A prima mattina, e per circa un’ora, il segretario del Pdl Angelino Alfano ha incontrato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. “Ho trovato un clima di responsabilità e di operosa collaborazione”, ha detto Alfano, rispondendo poi ad una domanda sul clima che ha trovato dopo l’intervento di ieri del presidente del consiglio Silvio Berlusconi sulla crisi economica. Oggi è in programma il tavolo fra Governo e parti sociali per il rilancio dell’economia.

Poco prima che Alfano lasciasse la sede della Foresteria di Confindustria, dove ha incontrato la leader degli industriali, sono arrivati anche i segretari generali della Cisl e della Uil in vista di un incontro tra le parti sociali. Il leader della Cgil, Susanna Camusso, è invece ancora nella sede del sindacato.

Il segretario del Pdl ha indicato, ai giornalisti che attendevano all’esterno, di aver incontrato solo Emma Marcegaglia. Alfano ha sottolineato di aver riscontrato un clima di responsabilità e collaborazione “per il bene del Paese. Il clima – ha detto – necessario in questa fase dell’Italia ma anche di altri Paesi. E’ quello che serve: una operosa collaborazione per contribuire al destino di questo Paese”.

“Dopo la relazione al Parlamento, ho la convinzione che solo la partecipazione di tutti gli attori economici e sociali può favorire un’uscita condivisa dalla crisi”. Questo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento all’incontro con le parti sociali, secondo quanto riferiscono fonti presenti a palazzo Chigi.

Dal pre-incontro, che si è tenuto in mattinata nella foresteria di Confindustria tra imprenditori, Cgil, Cisl e Uil, e tutte le altre parti sociali, è uscito un “documento comune – ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni – che porteremo al Governo. La posizione è comune a tutte le parti sociali, tutte insieme hanno espresso l’esigenza di dare una sterzata alle riforme italiane.

“Si tratta di una buona notizia”, ha detto riferendosi alla condivisione tra le parti sociali. All’incontro con il governo “diremo che bisogna decidere subito su fisco, costi della politica, energia, municipalizzate e infrastrutture, e darsi più da fare”. Infine per il leader sindacale bisogna “superare la logica dei veti che ha bloccato per troppo tempo lo sviluppo del Paese”.

Sul testo da presentare al governo è intervenuta anche Susanna Camusso: “Ci sono molti punti in comune e uno di dissenso”, ha detto il segretario generale della Cgil al termine del pre-incontro. “Ci sono cinque punti che disegnano interventi e proposte per la crescita da approvare tutti, ma c’è una distanza sulle privatizzazioni”.

La sindacalista, a proposito dello statuto del lavoro, ha detto: “Non è una proposta delle parti ma una provocazione del governo. A nessuno interessa percorrere la strada della divisione – ha concluso – perchè la riduzione dei diritti non ha mai portato alla crescita”.

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Roma = Sono sei le priorita’ indicate dalle Parti sociali nel documento comune su cui ”operare immediatamente”. I punti riguardano, a quanto si legge nel documento, il Pareggio di bilancio del 2014, i costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sblocco degli investimenti, semplificazioni e Pubblica amministrazione e mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il Pareggio di bilancio, le Parti sociali chiedono interventi strutturali per incidere sulla spea pubblica. ”Guardando alla struttura della spesa pubblica – si legge nel documento – e’ evidente che non si puo’ prescindere da interventi per aumentare la produttivita’ del pubblico impiego e per modernizzare il sistema di welfare”.

Sul secondo punto relativo ai Costi della politica, le Parti sociali chiedono al Governo di anticipare da subito le riduzioni contenute nella manovra, senza attendere i risultati di una commissione che significherebbe ”solo rinviare”. In pratica, per le Parti sociali occorre ridurre i costi delle assemblee elettive e degli organi dello Stato, abolire le Provincie e accorpare o consorziare i piccoli comuni.

Al terzo punto ci sono le liberalizzazioni e le privatizzazioni, per le quali le Parti sociali chiedono un grande piano, con la dismissione dei patrimoni immobiliari e delle societa’ di servizi da parte degli enti locali per liberare risorse che consentano di superare i vincoli del Patto di stabilita’ interno. Sulle liberalizzazioni, nel documento comune si chiede di intervenire ”su alcune delle situazioni critiche segnalate dall’Antitrust e procedere alla liberalizzazione delle professioni”. Il quarto punto e’ poi dedicato allo sblocco degli investimenti.

”Sbloccare con misure eccezionali le opere gia’ finanziate con risorse pubbliche e private – chiedono i sindacati -. Rimuovere gli ostacoli normativi alla realizzazione delle opere con particolare riguardo alla logistica e all’energia. Utilizzare, con il necessario cofinanziamento nazionale, i fondi europei per il Mezzogiorno a partire da quelli dell’anno in corso. Perdere questi fondi sarebbe inaccettabile. Modificare – inoltre – il titolo V della Costituzione per recuperare a livelli appropriati la strategia delle grandi reti ed evitare sovrapposizioni di competenze”.

La semplificazione e la Pubblica amministrazione e’ compresa invece nel quinto punto, dove le Parti sociali chiedono di approvare rapidamente i provvedimenti di semplificazione all’esame del Parlamento.

”Non e’ piu’ rinviabile – si legge nel documento – la riforma strutturale della Pubblica Amministrazione che permetta un recupero di produttivita’ e consenta di risolvere situazioni di crisi utilizzando strumenti analoghi a quelli del settore privato”. Infine, il sesto punto e’ dedicato al mercato del lavoro. Le Parti sociali si impegnano a modernizzare le relazioni sindacali ”alla luce delle gravi difficolta’ del paese”.

La parte finale del documento e’ poi dedicata esclusivamente alle banche e alle imprese. ”Vorremmo infine ricordare – si legge nel documento comune – che, pur in una situazione difficilissima, le imprese e le banche italiane stanno dando un grande contributo all’economia del Paese. Sappiamo che le imprese devono crescere e recuperare produttivita”’. Per tale motivo si chiede di ”attuare un piano straordinario di lotta all’evasione fiscale e contributiva utilizzando i proventi per ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro.

Detassare in via strutturale i premi di risultato. Incentivare la crescita dimensionale e la patrimonializzazione (ACE). Avviare un piano di riduzione progressiva dei pagamenti ritardati alle imprese in vista dell’applicazione della direttiva comunitaria. Attuare politiche incisive volte alla promozione e difesa del made in Italy di qualita’ quale leva competitiva del Paese in grado di valorizzare il lavoro, il capitale e il territorio italiano, sfruttando il potenziale di penetrazione commerciale all’estero delle imprese italiane. Definire un piano energetico per la green economy con una visione al 2020, operando principalmente attraverso la fissazione di standard. Sostenere i processi di ricerca e innovazione delle imprese cominciando con il rendere immediatamente operativo il credito d’imposta previsto dal DL Sviluppo”.

La conferma del documento comune è arrivata anche dalla numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia.