Siamo in 60,6 milioni

24 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Nel corso dell’ultimo anno la popolazione in Italia ha continuato a crescere, superando i 60 milioni 600 mila residenti all’1 gennaio 2011, con un tasso d’incremento del 4,3 per mille. E’ quanto emerge dal dossier ‘Indicatori demografici 2010′ dell’Istat.

Preponderante il ruolo degli stranieri residenti in Italia, che all’1 gennaio sono 4 milioni 563 mila, con un incremento di 328 mila unità (per un saldo totale del 7,5%) rispetto all’1 gennaio dell’anno scorso. La comunità straniera più rappresentata, con circa 1 milione di presenze, è quella rumena, segue la comunità albanese (491 mila) e quella marocchina (457 mila). Tra i Paesi asiatici la prima comunità è quella cinese (201 mila presenze). La prima comunità tra i Paesi sub-sahariani è quella senegalese (77 mila presenze). Tra i Paesi americani primeggia, invece, la comunità peruviana (95 mila residenti). La popolazione residente straniera costituisce dunque il 7,5% del totale (era il 7% a fine 2009). Livelli di incidenza superiori al 10% si riscontrano in Emilia-Romagna (11,3%), Umbria (11%), Lombardia (10,7%) e Veneto (10,2%).

Nel 2010 i parti calano inesorabilmente rispetto al 2009 e raggiungono i livelli del 2005, uno degli anni più ‘avari’ dal punto di vista delle nascite. Scende anche il numero medio di figli per donna, tanto che l’istituto di statistiche ritiene “pressoché esaurito il trend di recupero degli ultimi anni” dell’Italia rispetto agli altri Paesi.

L’Istat spiega che le nascite stimate lo scorso anno sono state circa 557 mila, circa 12.200 nascite rispetto al 2009. Per rilevare un numero di nascite inferiore a quello del 2010 occorre tornare al 2005, quando se ne rilevarono circa 554 mila. La riduzione delle nascite rispetto al 2009 (-2,1%) risulta generalizzata su scala territoriale, tranne che per Molise (+2,3%), Abruzzo (+1,5%), Provincia autonoma di Bolzano (+0,6%) e Lazio (+0,1%).

Analizzando la composizione delle nascite secondo la cittadinanza della madre, risulta che le nascite da madre italiana registrano un calo di oltre 13 mila unità sul 2009, pur continuando a rappresentare una quota di gran lunga prevalente. Contestualmente si fa sempre più importante il contributo alla natalità delle madri di cittadinanza straniera: l’Istat stima, infatti che nel 2010 oltre 104 mila nascite (18,8% del totale), siano attribuibili a madri straniere (erano 35 mila nel 2000, pari al 6,4% e 103 mila nel 2009 pari al 18,1%), di cui il 4,8% con partner italiano e il restante 14% con partner straniero.

Quanto alla “sopravvivenza” che emerge a livello territoriale, il dossier conferma per l’ennesimo anno che le regioni più favorite sono quelle del Nord-est e del Centro. Due, in particolare, le zone degli ‘highlander’: la provincia di Bolzano e le Marche, al top della classifica regionale sulla speranza di vita alla nascita. Nella provincia di Bolzano, infatti, la speranza di vita è di 80,2 anni per gli uomini e 85,3 per le donne, mentre nelle Marche è di 80 per gli uomini e 85,5 per le donne (tutte stime riferite al 2010). Al Sud, invece, si vive di meno. In fondo alla classifica dell’Istat ci sono infatti la Sicilia e la Campania, nelle quali rispettivamente un uomo vive in media 78,6 e 77,7 anni, una donna 83,5 e 83 anni. Ma anche la Ligura non se la passa bene: è terzultima nella classifica maschile (speranza di vita di 78,6 anni in media) e quartultima in quella femminile (84,1 anni).