Si spegne la fiducia: incerte le borse Ue. Deboli i futures Usa

30 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’Europa prosegue la prima seduta della settimana in territorio incerto, riducendo parte dei guadagni iniziali e orfana di Londra, chiusa per festività.

Indicazioni poco confortanti arrivano anche dai futures americani, che mostrano tutta la cautela degli operatori: a tre ore e mezza circa dall’inizio della giornata di contrattazioni a Wll Street, i contratti sul Dow Jones salgono di appena 1 punto, quelli sul Nasdaq avanzano di 4,25 punti, e quelli sullo S&P 500 crescono di 0,90 punti.

In Europa, Francoforte fa +0,14%, Parigi +0,09%, Amsterdam +0,03. Bruxelles (+0,20%).

Tema della giornata rimangono ancora le parole del Presidente della FED, Ben Bernanke, che venerdì scorso ha assicurato che la ripresa sarà più solida nel 2011, e ha confermato che se necessario la banca centrale americana è pronta ad intervenire.

Tuttavia, passato il cauto ritorno della fiducia – gli indici americani in salita mediamente del 1.6%, seguiti da una chiusura dei mercati europei che hanno puntato nella medesima direzione – gli interrogativi permangono, e sono molto. Giusto per fare un esempio, il differenziale di rendimento tra i titoli di stato irlandesi a 10 anni e il corrispettivo Bund tedesco. l’avverarsi di questo scenario di miglioramento previsto da Bernanke dipende in buona parte dall’andamento del settore occupazionale e proprio questa settimana dovrebbero giungere tasselli aggiuntivi al completamento del puzzle. E a tal proposito, concreto è il timore che negli Stati Uniti potrebbe essere visto al rialzo il tasso di disoccupazione, purtroppo in salita da 9.5 a 9.6% annuo, potrebbe essere visto un miglioramento dal lato NFP. Insomma, non è da sottovalutare la ricca agenda settimanale.

Dall’altra sponda del Pacifico, la Banca centrale giapponese ha annunciato a sorpresa misure di politica monetaria espansive, attraverso un allungamento delle misure di quantitative easing da tre a sei mesi, per un importo che sale a 30 trilioni di yen dai 20 trilioni originari.

Movimentato così il mercato dei cambi, che mostra anche una certa erraticità. Gli occhi sono puntati sullo yen che si è sgonfiato un po’, dopo aver tentato un rally nei confronti del biglietto verde, a seguito delle decisioni della Bank of Japan. Debole l’euro sugli 1,2715 USD (-0,38%).

Tra le società europee c’è fermento anche grazie ad alcune novità in tema di M&A. Dopo il via libera delle autorità regolamentari americane al matrimonio Continetal-United Airlines, la francese Sanofi ha lanciato un’offerta ostile sull’americana Genzyme. Novità giungono anche nel settore dei chip, dove Intel ha rilevato l’attività wireless di Infineon.

Ma a fare da contraltare all’attività delle operazioni di M&A ci sono i timori sui b>Piigs , con l’Irlanda che si mette in primo piano, visto che stamattinail differenziale di rendimento tra i titoli di stato irlandesi a 10 anni e il corrispettivo Bund tedesco ha toccato il nuovo record. E a tal proposito, lo stesso Barroso ha tirato le orecchie all’Italia, affermando che devecomunque lavorare molto per ripristinare il deficit di bilancio e ridurre il debito pubblico.

Tornando a Piazza Affari, invece, si mette in evidenza il titolo Fiat : secondo un articolo del Wall Street Journal, infatti -che cita il portavoce di Chrysler Ralph Kisiel – circa 400 dealers del gruppo Chrysler si riuniranno oggi a Detroit per organizzare un eventuale ingresso del brand Fiat dopo circa trent’anni di assenza. Il titolo guadagna mezzo punto percentuale.

In evidenza anche Ubi Banca: conti e il cambio al vertice non esaltano infatti il titolo che mostra sul paniere del Ftse Mib una limatura dello 0,56% a 7,18 euro. Venerdì a contrattazioni terminate la compagnia ha diffuso i conti relativi al primo semestre, evidenziando un utile netto in calo a 102,1 milioni di euro rispetto ai 125,9 mln dello scorso anno.Sempre venerdì sera Ubi Banca ha annunciato un importante cambio al vertice: Graziano Caldiani subentrerà a Riccardo Sora, in pensionamento, nella carica di Direttore Generale a partire dal primo ottobre.