Si prova a risalire, ma solo per poco. L’Asia frena i rialzi

12 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bangkok – I listini della regione Asia prendono fiato. Tornano i buy dopo i dati positivi sul lavoro Usa, che portano l’indice S&P500 a chiudere in rialzo del 4,63%.

Tuttavia, sebbene gli ultimi segnali rassicurino sull’outlook della più grande economia al mondo, i timori su una crisi finanziaria in Europa pongono ancora dei rischi. Ecco allora che asset rifugio come oro e bond continuano ad essere al centro della scena.

Nella specifico sui mercati asiatici, i dati dagli Stati Uniti sono sufficienti a ripristinare solo in parte la fiducia e a spingere gli investitori alla ricerca di opportunità nella regione, dopo i forti sell degli ultimi giorni. Eurodollaro a $1,4188.

Nel valutario, euro debole sul dollaro, dopo la decisione di vietare la vendita allo scoperto in Francia, Italia, Spagna e Belgio. Diversi investitori vedono la misura come un segnale di forti problemi in Europa. Occhi aperti anche sul franco svizzero, viste le speculazioni che la banca centrale possa adottare delle misure drastiche per indebolire la valuta e contrastare il forte apprezzamento registrato di recente contro euro e dollaro, considerato eccessivo.

Sembra dunque esserci ancora tanta volatilità, e l’andamento negativo dei futures Usa non fa che limitare i rialzi nell’azionario asiatico, dove si vede un buon andamento dei titoli bancari. Oro a $1.767,7. Eurodollaro a $1,4198.

Asia: L’indice Dow Jones Asian Titans della regione sulla parità (+0,11%). Nikkei (-0,2% in chiusura) e Seul (-1,32%) gli unici due negativi tra i principali listini, con la borsa di Tokyo che si mantiene sotto i 9.000 punti. Sydney (+0,47%), Hong Kong (+0,73%), Shanghai (+0,4%), Singapore (+1,28%).

Tra le principali commodities, energetici in calo e metalli in rialzo. Bene il rame. Oro ancora ricercato, visto che il mercato rimane ancora in stato di allerta. Wti ($84,67, -1,22%), Brent ($107,31, -0,66%), oro ($1.767,7, +0,92%), argento ($38,70, +0,29%) e rame ($4,022, +0,34%).

Nel valutario, come segnalato, euro debole dopo la decisione di vietare vendite allo scoperto. La moneta unica cede circa mezzo punto percentuale sulle principali divise. Eurodollaro a $1,4188 (-0,36%), sullo yen a ¥109 (-0,4%), sul franco svizzero a CHF1,0779 (-0,65%), sulla sterlina a GBP0,8756 (-0,13%). Dollaro sullo yen ¥76,79 (-0,06%). Dopo i rialzi di ieri, segnaliamo la fase di correzione per dollaro australiano ($1,0298, -0,44%) e neozelandese ($0,8221, 0,87%).

Futures Usa in correzione di poco meno un punto percentuale nella mattinata asiatica. I futures sull’indice S&P500 parlano di un calo di 8,5 punti (-0,73%) a 1.160. Nella giornata di ieri l’indice ha chiuso in rialzo del 4,63%.

“Gli ultimi dati sul lavoro Usa e sugli utili societari sono dei chiari indicatori sullo stato di salute dell’economia, e potrebbero suggerire che le cose non sono messe così male come il mercato pensava”, ha detto a Bloomberg Prasad Patkar, fund manager a Sydney per Platypus Asset Management Ltd. “Tuttavia, non sono i fondamentali che stanno guidando l’azionario al momento. In gran parte, questi rialzi sono dovuti al fatto che le vendite di recente sono state eccessive”.

“Sebbene i mercati siano ancora incerti, abbiamo notato un cambiamento importante nelle ultime sessioni: l’arrivo di una volatilità a due direzioni”, dice la nota di RBC Capital Markets, riporta il Wall Street Journal. “Prima della Fed, abbiamo avuto una serie di risultati terribili con nessun rally a placare la situazione. Questi sviluppi non necessariamente avranno un impatto sul trend generale del mercato, ma evidenziano che ci sono due rischi principali, ovvero che i mercati non sono più sconnessi come in precedenza”.