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SI FA STRADA L’IPOTESI UNICREDIT CAPITALIA

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(WSI) –
L’asse franco-spagnolo si sgonfia. Messo alle strette dalla Consob, il duo Bollorè-Santander ammette di non arrivare neanche al 4% di Capitalia. Abn Amro, primo socio della banca romana con l’8,6% del capitale, coglie la palla al balzo per rassicurare il mercato affermando che l’equilibrio della banca romana non è in pericolo e che quelle di Bollorè e Santander sono partecipazioni finanziarie al pari di quelle di tanti altri investitori istituzionali presenti con meno del 2% nel capitale della banca romana.

Ma l’equilibrio in Capitalia potrebbe essere ben più fragile di quanto non si pensi. Ieri il presidente Cesare Geronzi è stato chiaro: per i prossimi tre mesi non succederà niente sul fronte delle aggregazioni. Poi, chi ha dei progetti, e noi di Capitalia li abbiamo, li realizzerà.

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Quali progetti? Sempre dalla City di Londra le voci spingono insistentemente per un matrimonio tra Unicredito e Capitalia. L’operazione viene data già per realizzata al 70-75%.

I lavori sono dunque in corso. Ammesso che l’unione Unicredit-Capitalia si faccia, dalle due banche nascerà un nuovo colosso italiano del credito in grado di contrastare il primato che oggi è passato a Intesa Sanpaolo. Al timone della nuova realtà resterà ben saldo il numero uno di Unicredit, Alessandro Profumo, con ben poche speranze per l’attuale a.d. di Capitalia, Matteo Arpe, di restare. Il matrimonio Unicredit-Capitalia, si fa notare, avrebbe il pregio di difendere l’italianità di Capitalia e, allo stesso tempo, di riportare il baricentro di Unicredit nel Belpaese dopo che l’asse centrale si è un po’ sbilanciato verso Est a seguito dell’acquisizione della tedesca Hvb.

Anche ammesso che l’operazione Unicredit-Capitalia per qualche ragione non si dovesse fare, il destino di Arpe in Capitalia viene considerato a rischio. Dopo lo scontro plateale di ieri con il presidente Geronzi sul presunto asse franco-spagnolo, la City continua a considerare ormai scaduto l’incarico di Arpe nella banca romana. Tra i possibili aspiranti, prende piede nelle ultime ore l’investitura di Marco Morelli, a.d. di Mps Banca per l’Impresa, manager molto capace che piace sia a Geronzi che a Profumo. Fatto questo che fa ritenere che lo stesso Morelli possa avere un ruolo di primo piano anche nell’alleanza Unicredit-Capitalia. 44 anni, laureato in Economia e Commercio con master alla London Business School, al Monte dei Paschi dal 2003 , Morelli è attualmente responsabile dell’Area Large Corporate e Istituzioni Finanziarie Mps, nonché amministratore delegato di Mps Finance e appunto di Mps Banca per l’Impresa.

Più ambiguo il futuro dello stesso Geronzi. Sempre secondo indiscrezioni, dopo aver messo Capitalia al sicuro dentro Unicredit nelle salde mani del super-manger Profumo, c’è chi vede un possibile spostamento di Geronzi ai vertici di Mediobanca, o addirittura di Generali. Un’ipotesi non del tutto irrealizzabile, visto che Capitalia e Unicredit sono i due principali azionisti di piazzetta Cuccia. Che è l’azionista numero uno del Leone di Trieste, nel cui capitale è presenta anche Unicredit.

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