Si appesantisce l’Europa al giro di boa

7 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Le principali borse europee si posizionano sui minimi di giornata in prossimità della metà seduta, complice il peggioramento dei futures sugli indici a stelle e strisce che lasciano presagire una partenza in rosso per Wall Street, che riapre i battenti dopo la festività di ieri del Labour Day. Non sembra aver giovato all’umore l’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di un piano di infrastrutture del valore di 50 miliardi di dollari in sei anni e la proroga del piano da 100 miliardi di dollari in 10 anni per le aziende che investono in ricerca. Passando in Asia, si segnala il nulla di fatto sui tassi d’interesse della Bank of Japan e della Banca centrale australiana, con il board nipponico che si è detto pronto a varare nuove misure di stimolo all’economia quando arriverà il momento giusto. Tornando in Europa, Jose’ Manuel Barroso spera in una riforma del settore finanziario entro il 2011. Il presidente della Commissione Europea, nel suo discorso a Strasburgo sullo stato dell’Unione, ha dichiarato che la Commissione Ue presenterà proposte concrete per tassare le attività finanziarie entro l’autunno. Intanto il Consiglio straordinario Ecofin ha dato il via all’introduzione del cosiddetto ‘semestre europeo’ per il coordinamento delle politiche economiche. “L’iniziativa, spiega la nota, permetterà alle politiche economiche e di bilancio dei paesi membri di essere monitorate in parallelo nell’arco di sei mesi, a partire dal 2011, in modo da individuare qualsiasi incongruità e l’emergere di squilibri”. A livello macro, gli ordini all’industria della Germania nel mese di luglio hanno registrato una contrazione del 2,2% rispetto al mese precedente, quando si era verificato un aumento del 3,2% (+0,5% il consensus). In picchiata la moneta di eurolandia nei confronti del biglietto verde a 1,2742 sui rinnovati timori per lo stato di salute del settore bancario europeo, che fanno tornare gli investitori verso investimenti meno rischiosi e quindi lontano dalla divisa di eurolandia. Si appesantisce il prezzo del petrolio, con il Wti attorno ai 73 dollari al barile. Alle 12.15, Bruxelles mostra un calo dello 0,91% a 2536,99 punti, Zurigo una perdita dello 0,97% a 6355,72 punti, Parigi un ribasso dell’1,23% a 3639,54 punti ed Amsterdam un decremento dell’1,09% a 326,93 punti. Segno meno anche per Francoforte -0,72% a 6110,8 punti, Londra -0,92% a 5389,21 punti e Madrid -1,48% a quota 10465,8. A livello settoriale risultano particolarmente depresse le banche, dopo che un’analisi condotta dal Wall Street Journal ha rilevato che i recenti stress test condotti sulle maggiori banche europee hanno sottostimato i rischi. Sotto scacco soprattutto Barclays e Credit Agricole, con la prima che avrebbe escluso alcuni titoli sovrani detenuti per fini di trading (4,7 miliardi di sterline di bond italiani e 1,6 miliardi di spagnoli) mentre la seconda non avrebbe contabilizzato i debiti sovrani detenuti dalla sua filiale assicurativa.