SI ALZA UNA VOCE FUORI DAL CORO: RECESSIONE, IL PEGGIO E’ PASSATO

24 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Sebbene dal comportamento del mercato azionario potrebbe sembrare il contrario, le prospettive economiche stanno lentamente migliorando. La prosperita’ non e’ dietro l’angolo, ma negli ultimi due mesi sono arrivati molti segnali ad evidenziare che presto ci lasceremo alle spalle la fase peggiore della crisi. Questo non vuol dire che l’economia ha smesso di rallentare, ma piuttosto che la recessione ha iniziato una fase calante.

Evidentemente tutto cio’ non ha nulla a che fare con il piano di rilancio economico che il presidente Obama ha trasformato in legge la settimana scorsa. Se, infatti, la recessione dovesse terminare nei prossimi mesi, e’ molto probabile che non sara’ per le misure varate dal governo. La politica di cui l’economia ha bisogno ora e’ quella monetaria. La combinazione di liquidita’ iniettata dalla Federal Reserve e dei programmi speciali per far ripartire il mercato del credito sara’ il principale arteficie.

Ma se volete qualcosa di piu’ concreto, eccovi una lunga serie di prove:

* L’indice del Conference Board dei principali indicatori economici e’ salito per due mesi consecutivi.

* I prezzi alla produzione sono cresciuti per due mesi di seguito.

* In gennaio i prezzi al consumo hanno registrato un incremento, il primo in sei mesi.

* Il Baltic Dry Index, che misura il costo dei materiali chiave come rame, ferro e acciaio, e’ piu’ che raddoppiato rispetto ai minimi toccati di recente.

* Le vendite di case esistenti sono aumentate a dicembre e le persone interpellate nel nostro sondaggio settimanale hanno motivo di credere che in gennaio assiteremo ad un altro rialzo.

* A dicembre le vendite di case con contratti in corso sono cresciute.

* Anche la fiducia dei costruttori edili e’ aumentata l’ultimo mese.

* Grazie ai bassi tassi di interesse, la percentuale di nuovi mutui, cosi’ come quella dei rifinanziamenti e’ salita.

* Gli utili reali continui sono saliti del 4.5% a dicembre dopo il +3.3% di novembre.

* Uno degli indici che misura le aspettative dei consumatori e’ aumentato in gennaio.

* Le vendite al dettaglio hanno registrato una accelerazione dell’1% in gennaio, il primo rialzo da giugno dell’anno scorso.

* Il calo del credito al consumo e’ stato limitato il mese scorso.

* I nuovi ordini di beni al consumo e beni capitali esclusi quelli militari sono aumentati in gennaio.

* Il mese scorso l’indice Ism manifatturiero e’ salito.

* L’indice ISM dei servizi e’ salito per il secondo mese di seguito.

* L’offerta di moneta e’ in calo, a segnalare gli alti livelli di liquidita’ del sistema.

* Il Libor sui prestiti interbancari a 3 mesi, una misura della predisposizione delle banche a prestarsi vicendevolmente il denaro, e’ sceso all’1.2% dal circa 5% di qualche settimana fa.

* Anche altri indici che misurano lo stato di salute dei mercati finanziari, come lo spread TED e il differenziale dello swap a 2 anni si stanno restringendo.

* I prezzi dei CDS (Credit Default Swap) delle banche stanno scendendo dalle punte massime toccate di recente.

* Anche i mercati obbligazionari societari si stanno scongelando: circa $127 miliardi di titoli del debito sono stati emessi in gennaio, il numero piu’ alto in un singolo mese dallo scorso maggio.

* Alcuni titoli presenti sui libri delle banche stanno iniziando a riguadagnare valore.

Detto questo, l’economia ha ancora una lunga strada davanti a se’ prima di tornare in salute. Ma come tutti sanno molto bene, si inizia andando a carponi prima di alzarsi e impararare a camminare correttamente. E questo e’ proprio quello che si appresta a fare l’economia.

(Fonte: MarketWatch)