SI ACCENDONO I RIFLETTORI SU TELECOM ITALIA

12 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Nelle ultime ore alcune indiscrezioni di stampa secondo cui i soci del Gruppo starebbero valutando una possibile cancellazione del dividendo o nella migliore delle ipotesi un ulteriore taglio, dopo quello effettuato lo scorso anno da 0,14 a 0,08 euro ad azione, hanno fatto precipitare Telecom Italia nuovamente al di sotto di quota 1 euro. La compagnia telefonica nella giornata di ieri, 11 febbraio, con un comunicato alla stampa ha ribadito che qualsiasi decisione in merito al dividendo 2008 verrà presa nel corso del Consiglio di Amministrazione del prossimo 27 febbraio. Le voci si rincorrono e c’è da scommettere che fino alla data del prossimo cda il titolo della compagnia guidata da Bernabè continuerà a ballare.

Visto il nervosismo che aleggia attorno al titolo potrebbe tornare utile un certificato che BNP Paribas ha emesso nel mese di settembre dello scorso anno. Il certificato è un Bonus Cap , con strike fissato in 0,953 euro, che alla scadenza del prossimo 28 ottobre a prescindere da dove si troverà il titolo e alla sola condizione che non siano mai stati toccati da qui alla scadenza i 0,65 euro rimborserà i 100 euro nominali maggiorati di un Bonus del 13%.

In sostanza per chi crede che Telecom Italia difficilmente potrà perdere il 35% del proprio valore da ora in avanti e soprattutto che anche in caso di ribasso non verranno violati i precedenti minimi segnati il 10 ottobre scorso a 0,715 euro, questo certificato si presenta in pole position per garantire un rendimento fisso del 17,5% in soli 258 giorni. L’occasione di assicurarsi con questo Bonus Cap un rendimento a due cifre anche in caso di assoluta stabilità del titolo o perfino di un ribasso consistente è offerta da una quotazione sul Sedex di circa 96 euro, un prezzo sostanzialmente in linea con la valutazione delle singole opzioni interne alla struttura sottostante ( il fair value risultante dalla combinazione della call strike zero, la put down&out e la call venduta per dar luogo al Cap risulta di circa 94,50 euro).

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Per la corretta valutazione della proposta quotata dall’emittente francese occorre considerare tuttavia anche l’ipotesi peggiore, ovvero che Telecom Italia perda nei prossimi mesi la barriera posta a 0,65 euro. In tal caso il rimborso a scadenza verrebbe calcolato sottraendo ai 100 euro nominali la variazione negativa percentuale accusata dal titolo dai 0,953 dello strike o, nel caso in cui dopo aver toccato 0,65 euro Telecom Italia dovesse riuscire a riportarsi al di sopra dello strike, maggiorando i 100 euro nominali della variazione percentuale positiva fino al limite massimo del Cap.

Nome : Bonus Cap
Codice ISIN: NL0006298705
Caratteristiche: Barriera 0,65; Bonus 13%; Cap 13%
Orizzonte temporale: fino alla scadenza del 28 ottobre 2009

Riprendiamo il discorso del fair value per operare una seconda valutazione, più tecnica ma tutt’altro che trascurabile. In particolare è bene analizzare l’influenza del Cap sulla quotazione del certificato in presenza di un forte movimento direzionale del titolo nel breve termine. Nell’ipotesi che il titolo Telecom Italia all’indomani del cda di fine mese si trovi a 1,20 euro, ben superiore ai 1,08 euro del livello Cap e in rialzo del 26% dai livelli di partenza, a dispetto di ciò che ci si potrebbe attendere, ovvero una quotazione almeno pari ai 113 euro del Cap, il prezzo non si discosterà molto da 105 euro. Ciò è dovuto in gran parte all’apprezzamento dell’opzione call, che essendo stata venduta rende un effetto zavorra sulla struttura. D’altro canto però se nello stesso giorno il titolo si trovasse a 0,80 euro, ossia in ribasso del 16% dai 0,953 iniziali, il certificato con una volatilità del 43% quoterebbe circa 78,50 euro. Una diminuzione della volatilità, tale da rendere meno probabile l’evento barriera, porterebbe un immediato beneficio alla struttura: mantenendo il titolo invariato a 0,80 euro e assumendo la volatilità al 23% si avrebbe infatti un prezzo del certificato pari a circa 90 euro. In conclusione, data la presenza di un Cap e di un’opzione a barriera continua, questo certificato non si adatta troppo ad un utilizzo di trading di breve anche in caso di forte movimento rialzista del titolo sottostante.

In conclusione, al ribasso il rischio massimo si corre nel caso in cui venga toccato il livello barriera: se ciò dovesse avvenire il certificato perderà le sue opzioni e a scadenza rimborserà il capitale in funzione dell’effettiva performance realizzata dal titolo. Al contrario, in caso di un rialzo del titolo oltre la soglia Bonus, il certificato riconoscerà al massimo il 13% di rendimento sul nominale. Nel periodo che intercorre tra l’acquisto del certificato e la scadenza è bene considerare la struttura del certificato : in particolare come si è visto in caso di un netto rialzo del titolo nel breve termine il certificato non risponderà allo stesso modo offrendo una quotazione decisamente inferiore. Sull’altro piatto della bilancia occorre considerare che questo certificato è indicato per gli investitori che pensano ad un andamento laterale o lievemente negativo del titolo telefonico: al ribasso la barriera posta a 0,65 euro, fino ad ora un livello mai fatto segnare dal titolo, potrebbe garantire un discreto margine di tranquillità. Da valutare positivamente anche la breve durata dell’investimento e la possibilità di un rendimento potenziale dell’investimento del 17% anche in caso di una flessione di Telecom Italia contenuta entro il 35% ( al lordo del dividendo).


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