Shock Usa: zero nuovi posti di lavoro, disoccupazione al 9,1%

2 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Forte delusione per il rapporto sull’occupazione degli Stati Uniti, relativo al mese di agosto. Gli Stati Uniti non hanno creato infatti nessun nuovo posto di lavoro: una notizia shock, che indica che di fatto la creazione di nuovi posti di lavoro è rimasta invariata rispetto al mese precedente, molto al di sotto delle attese degli analisti, che avevano previsto un rialzo già di per sé contenuto e pari a 70.000 unità.

Il dato complessivo include una perdita di 48.000 posti di lavoro nel settore dell’informazione, che si riconduce quasi principalmente agli scioperi dei dipendenti di Verizon.

In più, il dato di luglio è stato rivisto al ribasso: il dipartimento del Lavoro ha reso noto infatti che la creazione di nuovi posti di lavoro del mese precedente è stata di 85.000 unità, rispetto a +117.000 unità inizialmente rese note.

Nella giornata di ieri, Goldman Sachs aveva avvertito sul rischio di una forte contrazione del mercato del lavoro ad agosto, dimezzando le proprie stime proprio sulla creazione dell’occupazione.

Il tasso di disoccupazione si e’ attestato al 9,1% in linea con le previsioni e come nel mese di luglio. Analizzando il report nelle sue componenti, il reddito medio per ora e’ sceso dello 0,1%, contro il +0,2% atteso e il +0,4% del mese di luglio.

“Questa è una ulteriore prova del fatto che l’economia è molto vicina a una fase di stallo, se non ci si trova già – ha commentato a Bloomberg Nariman Behravesh, responsabile economista presso IHS a Lexington, Massachusetts, che aveva previsto un rialzo dei posti di lavoro di 15.000 unità – Le aziende continuano a essere molto, molto caute”.

La crisi in cui rischia di scivolare l’America è sotto gli occhi di tutti: Chris Rupkey, responsabile economista presso Bank of Tokyo Mitsubushi, afferma che, per fare in modo che il tasso di disoccupazione scenda di almeno mezzo punto percentuale l’anno, è necessario assistere a una creazione di nuovi posti di lavoro che sia almeno di 150.000 unità, e in modo consistente su base mensile. E anzi, il valore ideale per fare in modo che la ripresa dell’economia si traduca in un calo del tasso di disoccupazione è di “200.000 unità”, aggiunge.