Shanghai crolla -5,8%, Cina: “puniremo severamente manipolazione mercati”

3 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nuovi scatenati sell off sul listino di Shanghai Composite Index, che ha continuato ad allontanarsi dalla soglia a 4.000 punti sfondata al ribasso alla vigilia, per la prima volta dallo 9 aprile. L’indice, in chiusura, ha ceduto -5,77% a 3.686,92 punti, chiudendo la flessione in tre settimane peggiore dal 1992.

Pechino ha promesso che punirà “severamente” i fenomeni di manipolazione di mercato: finora le sue mosse non hanno avuto alcun successo, tanto che la Commissione di regolamentazione China Securities Regulatory Commission si è già messa all’opera, preparando indagini e inviando eventualmente casi considerati penalmente rilevanti alla polizia, stando a quanto riferito dal portavoce Zhang Xiaojun.

Le autorità di mercato hanno reso noto che le commissioni sulle transazioni finanziarie saranno tagliate del 30%, a partire dal prossimo 1° agosto e nella giornata di mercoledì la Commissione di Borsa cinese ha annunciato che non richiederà più alle società di brokeraggio di costringere i clienti che non dispongono di garanzie sufficienti a vendere le loro azioni. Anche le regole sulle operazioni di trading a margine, che erano state nei mesi scorsi rese più severe, sono state di nuovo allentate, mentre ai fondi pensione è stato dato il permesso di acquistare titoli azionari.

Le autorità di regolamentazione cinesi sui mercati hanno invitato i mercati a non effettuare “operazioni short sulla base di rumor” e gli investitori ad agire in modo razionale.

L’indice è entrato nel mercato orso lunedì, 29 giugno, e gli smobilizzi continui lo hanno portato a un valore inferiore -29% dai massimi testati lo scorso 12 giugno. I cali hanno ridotto il valore della capitalizzazione del mercato cinese di ben $2.800 miliardi, nonostante gli appelli del governo, che è arrivato addirittura a vietare opinioni ribassiste sui mercati cinesi.

“L’azionario cinese continuerà a essere molto volatile e a far fronte alla pressione ribassista, a causa delle valutazioni in alcuni casi eccessive e all’alto livello di leverage ha spiegato lo strategist sugli investimenti Komsors Prakobphol di Tisco Financial Group, a Bangkok – Gli investitori retail sono troppo nervosi e stanno optando per le prese di profitto. Anche in Cina, inoltre, si guarda attentamente ai problemi in Grecia. Qualsiasi sviluppo positivo minimo potrebbe scatenare un forte rally nell’azionario globale, mentre notizie negative anche poco rilevanti potrebbero creare forti vendite”.

Lo Shanghai Composite ha perso -12% questa settimana; almeno 28 società scambiate sul ChiNext, il Nasdaq cinese, hanno promesso di sostenere i prezzi attraverso operazioni di buyback o sospendendo l’offerta di nuove azioni.

(Lna)