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SFIDUCIA TRA GLI ANALISTI? E’ L’ORA DEL TORO

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(WSI) –
Le newsletter finanziarie non sono mai state così negative da ottobre 2002. Parola di Investors Intelligence, autorevole osservatore che da oltre 40 anni misura il sentiment di Wall Street. In dettaglio la quota di newsletter bearish è a un picco del 36,3%, mentre le bullish sono rimaste a quota 37. Durante le fasi rialziste i report Toro sono in genere oltre il 45% del totale, con punte del 55-60% quando gli indici azionari raggiungono i massimi di periodo. Negli ultimi anni, solo in due occasioni il numero dei pessimisti è arrivato al livello degli ottimisti: a ottobre 2002, alla vigilia di un rimbalzo del 50% dell’S&P, e a marzo 2003, quando è iniziata la triennale cavalcata dei mercati interrotta a maggio dall’attuale fase di volatilità.

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Fine della correzione, allora, e tempo di ripresa? Borsa & Finanza ha chiesto un parere a un esperto di indicatori di sentiment, Jason Goepfert. Fondatore e presidente di Sundial Capital Research, società dedita alla ricerca e all’applicazione pratica in campo finanziario della psicologia delle masse, Goepfert nel 1998 ha fondato Sentimentrader (www.sentimentrader.com). «Vi è un elevato livello di negatività in giro – conferma l’esperto – il sondaggio di metà giugno di Aaii (American association of individual investor) è stato estremamente negativo, il peggiore in 20 anni.

Segnali simili arrivano anche dai miei indicatori: smart money (indici di confidenza di operatori che hanno dimostrato in passato un ottimo track record nell’individuare i punti di svolta positiva del mercato) e dumb money (indice del comportamento di chi in genere tendono a farsi prendere dal panico nei momenti sbagliati). Ebbene lo spread fra smart e dumb money ha raggiunto la massima estensione di sempre: questo significa che i primi stanno diventando rialzisti, mentre gli altri, che possiamo vedere come un parametro di conferma e controllo, sono ora su posizioni molto difensive».

Cosa ci dobbiamo attendere quindi per i prossimi mesi? «Gli indicatori di confidence sono vicini a identificare la fine della correzione – spiega Goepfert – Ad esempio nelle scorse settimane vi sono state due sedute al Nyse in cui la somma dei volumi dei titoli al rialzo è stata superiore di oltre 10 volte rispetto a quella dei titoli in ribasso: in passato, quando si sono verificate queste situazioni il segnale è stato di un buy di lungo termine e l’S&P nei sei mesi seguenti è salito ogni volta di circa il 14 per cento. Attenzione però alla sostenibilità di nuovi massimi: i fondi comuni hanno ancora livelli di liquidità estremamente ridotti».

Una previsione rialzista sui prossimi sei mesi copre quindi anche il quarto trimestre dell’anno, solitamente il più bullish di tutti. Sulla stagionalità dei mercati però, Goepfert avvisa: «Mi piace pensare alla stagionalità come a un venticello gentile che a volte soffia in tuo favore ma a volte anche contro. Detto questo ci sono effettivamente una serie di studi che mostrano come Wall Street sia in genere negativa fino a settembre ed estremamente positiva, poi, negli ultimi due mesi dell’anno».

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