SETTORE BANCARIO: POSSIBILI TAGLI IN EUROPA

12 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Dall’inizio dell’anno Goldman Sachs (GS – Nyse) ha licenziato 650 dipendenti, Credit Suisse First Boston 300 -dall’acquisizione la scorsa estate di Donaldson Lufkin & Jenrette i libri paga sono stati pero’ ridotti da 30000 a 28000 unita’; J.P. Morgan (JPM – Nyse) ha tagliato 200 posti di lavoro e intende ridurre la forza lavoro di 5000 unita’ e Bear Stearns (BSC – Nyse) ha annunciato la scorsa settimana la riduzione di 400 posizioni.

Merrill Lynch (MER – Nyse) ha tagliato tra l’anno scorso e quest’anno 2000 posti di lavoro della divisione di private banking; Deutsche Bank (DTBKY) ha annunciato la riduzione di 2600 posizioni nei prossimi tre anni ; ABN Amro (ABN – Nyse) intende licenziare almeno 6000 dipendenti e Morgan Stanley (MWD – Nyse) ha messo in atto un piano di riduzione dei costi di $1 miliardo nei prossimi due-tre anni che potrebbe intervenire anche sul personale.

Il settore bancario ha quindi confermato di risentire del rallentamento dell’economia americana, ma gli interventi di riduzione del personale potrebbero non essere che l’inizio.

La durata e l’ampiezza del rallentamento economico USA determineranno, in ultima analisi, la necessita’ o meno di ulteriori interventi e potrebbero causare riduzioni parallele in Europa, soprattutto dopo gli aumenti degli ultimi anni.

Il personale europeo delle tre maggiori banche d’investimento americane e’ infatti aumentato notevolmente durante gli ultimi anni sia attraverso assunzioni che acquisizioni – in tre anni i dipendenti europei di Morgan Stanley sono raddoppiati a circa 6000; quelli di Merrill Lynch sono passati da 6500 a 8800 e l’anno scorso Goldman Sachs ha aumentato il personale del 45% a 5200 unita’.

“Si assitera’ presto a un calo delle assunzioni presso le banche d’investimento secondarie”, ha commentato Jonathan Skan della societa’ di collocamento Egon Zehnder International. “I banchieri sono ora in allerta per vedere se il rallentamento economico americano colpira’ anche Londra”.

In Europa, secondo dati di Thomson Financial, L’attivita’ di emissione titoli e’ pero’ calata solo del 5,6% nelle prime 10 settimane dell’anno sebbene a livello mondiale sia scesa del 40%.

Alcune banche d’investimento stanno procedendo in direzione opposta al trend – UBS Warburg quest’anno intende aumentare il suo staff del 23%; Dresdner Bank (DRSDY) ha aggiunto circa 1000 dipendenti negli ultimi sei mesi, Barclays Capital intende assumere 120 banchieri d’investimento quest’anno e BNP Paribas (BNPQY) ha annunciato l’intenzione di reclutare 1000 dipendenti per la divisione di investimento bancario – nel tentativo di evitare le conseguenze sofferte nei precedenti crolli del mercato.

Nel 1994, ad esempio, Goldman Sachs ha reagito troppo drasticamente al calo dell’attivita’ con un’ ampia riduzione di personale e la societa’ ha impiegato molto tempo per riprendersi. Allo stesso modo nel 1998 Merrill Lynch ha licenziato 2800 dipendenti e ha evitato di rimpiazzare altri 600 che hanno dato le dimissioni, ma subito dopo il mercato ha registrato una nuova ripresa.

Morgan Stanley, invece, che non e’ intervenuta con alcun taglio del personale durante il calo del mercato del 1994, e’ considerata dalla concorrenza rafforzata dalla decisione.

Sebbene quindi il valore delle fusioni ed acquisizioni in corso sia in calo del 64% a livello globale e del 39% nel caso di societa’ europee, molte banche sono riluttanti a intervenire drasticamente sul personale nella speranza che l’economia americana si rafforzi nella seconda meta’ dell’anno e che il mercato si riprenda.