SETTEMBRE & OTTOBRE, DUE MESI A RISCHIO

4 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Il mercato azionario sta per entrare nei due mesi peggiori dell’anno. L’inizio dell’autunno coincide infatti con il periodo dell’anno in cui gli orsi fanno il loro ingresso a Wall Street abbastanza indisturbati.

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Con i giorni che si accorciano, le azioni tendono a prendere la strada dei ribassi con una facilita’ maggiore. Andando indietro con la memoria, si scopre infatti che vi e’ un numero decisamente maggiore di casi in cui settembre e ottobre si sono tinti di rosso piuttosto che il contrario.

Questi due mesi sono infatti gli unici dell’anno in cui la media dei movimenti del Dow Jones risulta statisticamente negativa, nel raffronto con il passato. Ma nono solo. Settembre e ottobre sono i periodi in cui si sono verificati piu’ spesso casi di crolli finanziari.

Stando alle previsioni degli analisti, riportate da MarketWatch, ci sono diversi fattori che suggeriscono che anche quest’anno il mercato dovrebbe accusare cali. Il primo e’ che a partire dal mese in corso molte societa’ non potranno piu’ negare di aver fatto previsioni troppo ottimistiche sul fronte degli utili. Si puo’ facilmente immaginare l’effetto che questo avra’ sui titoli e sugli investitori.

Un altro motivo potrebbe essere che, visti i tanti tracolli avvenuti in settembre e ottobre, molti investitori cercheranno di stare lontani dal mercato azionario per un po’ di tempo. Tanto per fare un esempio i crolli di borsa del 1929, 1966, 1973, 1987, 1989 e 2008, solo per citarne alcuni, sono capitati in questi due mesi (un anno fa, il 7 settembre, e’ collassata Lehman Brothers, facendo da volano alla crisi).

I trader sono cosi’ nervosi durante questo periodo dell’anno che ogni evento negativo finira’ per innescare una corsa alle vendite. Il tonfo dell’anno scorso ne e’ un esempio calzante. Dopo la bancarotta di Lehman e il conseguente tilt del mercato creditizio. Fortunatamente quest’anno non ci sara’ nessuna bancarotta di Lehman a mettere alla prova i nervi degli investitori, tuttavia ci sono una serie di questioni che peseranno sul morale degli operatori.

Per prima cosa, se da un lato la media dei mercati mondiali principali e’ ancora sotto i livelli di un anno prima, gli indici hanno fatto un balzo notevole. Prendiamo ad esempio il Dow Jones Industrials: alla chiusura di lunedi’ si trovava il 47% sopra i minimi di 52 settimane toccati a inizio marzo. Uno dei maggiori rialzi della sua storia.

A rendere le cose ancora piu’ interessanti e’ il fatto che tale rally e’ stato propiziato dalla corsa delle banche, le quali si sono rese protagoniste di un rialzo di oltre il 150% dal 9 marzo, e di altre societa’ finanziarie come ad esempio le compagnie di assicurazione. Molti analisti ritengono che queste aziende debbano ancora subire gran parte degli effetti che lo scoppio della bolla immobiliare sta scatenando.

Come se non bastasse, il mercato e’ stato spinto a pensare che la recessione terminera’ nel corso del terzo trimestre, con l’economia Usa che crescera’ del 3%. Si tratta solo di pure previsioni e nulla di concreto, visto che da agosto solo un numero ristretto dei dati annunciati va in questa direzione.

Con i consumatori, fondamentali per far ripartire la crescita economica, che sono ancora alle prese con una perdita di benessere e debiti personali pesanti soprattutto sulle carte di credito e i mutui – per non menzionare la situazione occupazionale – e’ difficile vedere un rimbalzo anche nel quarto trimestre (sempre che ce ne sia uno nei tre mesi precedenti).

Se il mercato dovesse accettare questa interpretazione dei fatti, allora gli orsi prenderanno il controllo di Wall Street per un periodo molto piu’ lungo di quanto molti non pensino.