SESSO PRIMA DELLE GARE? FA BENE SOLO ALLE ATLETE

27 Agosto 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – La principessa Anna d’Inghilterra e la sorella di Juan Carlos di Spagna si sono lamentate con il presidente del Cio Rogge perché al centro ippico hanno mangiato in piatti di plastica e non di porcellana e i reali di Svezia Gustavo e Silvia e il principe Alberto di Monaco hanno assistito ad alcune partite di ping pong.

La giocatrice statunitense di beach volley Misty May, dopo aver vinto la finale, ha sparso sulla sabbia del campo di gioco le ceneri della madre morta l’anno scorso e il dittatore dello Zimbabwe Mugabe, nonostante la sua ostilità contro la comunità bianca del suo Paese, ha fatto accogliere con tutti gli onori, all’aeroporto di Harare, Kirsty Coventry, la nuotatrice bianca vincitrice di tre medaglie nel nuoto.

Yiannis Papadoyiannakis, il capo della delegazione olimpica greca, ha ordinato agli atleti di non dedicare le loro vittorie a Costantinos Kenteris e a Ekaterini Thanou e l’atleta russa Irina Korzhanenko, vincitrice dell’oro nel lancio del peso, si è rifiutata di restituire la medaglia dopo essere risultata positiva al doping e ha dichiarato: «Sono vittima di una provocazione politica».

Secondo quanto riporta a tre giorni dalla fine delle Olimpiadi il giornale greco Ta Nea, i medici russi e tedeschi sono favorevoli al sesso tra atleti prima delle gare olimpiche, quelli israeliani approvano solo i rapporti che riguardano le donne e gli esperti greci affermano: «Se gli atleti sono condizionati da fattori religiosi o sociali, allora l’influenza del sesso è negativa» e la rematrice australiana Sally Robbins, piangendo sulle spalle della madre durante un’intervista televisiva, ha rivelato che le sue otto compagne di canoa l’avevano minacciata di buttarla in mare dopo che, a cinquecento metri dal traguardo, aveva smesso di remare perché, dalla fatica, «mi si torcevano le budella».

La General Motors ha rinunciato a mandare in onda, durante le Olimpiadi, una pubblicità che esalta le prestazioni di una sua automobile mostrando un bambino di nove anni che guida a tutta velocità una Corvette e il maratoneta Stefano Baldini, in gara domenica ad Atene, è stato assalito da un dobermann mentre si allenava a Modena e ha raccontato: «Mi sono difeso prendendolo a calci. Per fortuna è arrivato il padrone, ma avrei preso a calci anche lui».

Fiona May non si è qualificata per le finali di salto in lungo e Aligi Pontani ha scritto su Repubblica: «Nessuno si aspettava nulla dalla saltatrice, invecchiata e spenta» mentre Riccardo Signori su Il Giornale ha commentato: «Il tempo passa per tutti. Quando Fiona ha visto stampato sul tabellone quel 6.38 che la cacciava fuori, s’è messa le mani sui capelli radi».

Il quotidiano Denver Post ha calcolato che gli atleti dello Stato del Colorado hanno vinto più medaglie di quarantadue Paesi (inclusi Corea del Nord, Turchia, Svizzera e Messico) e che quindi la posizione in classifica nel medagliere olimpico sarebbe la ventesima e, calcolando la classifica olimpica in base al rapporto tra il numero degli atleti presenti per ogni nazione e quello degli accompagnatori di ogni singolo Paese, al primo posto, a pari merito, ci sono l’Oman e Timor Est (3.5 accompagnatori per atleta), al secondo il Congo (3.3), al terzo il Gabon (2.6), al quarto Panama (2.5), al quinto la Costa d’Avorio (2.2); l’Afghanistan è nono (1.8), gli Stati Uniti sono tredicesimi (0.979) mentre l’Italia, sedicesima, è dietro alla Francia di una posizione (0.742 contro 0.745).

Fonti: Gazzetta dello Sport, Yahoo! News, herald-sun.com,
timesofindia.indiatimes.com, taipeitimes.com, theaustralian.news.com.au,
theoaklandpress.com, Repubblica, Il Giornale, denverpost.com, Guardian.

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