Sempre piu’ necessari sviluppi in Europa per cambiare il trend in atto

24 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Ci avviciniamo sempre di più ad agosto ed i mercati continuano a mostrare segni di nervosismo. L’indice Vix, che misura la volatilità dello S&P500, è salito del 5% e le forti vendite cui abbiamo assistito sui mercati azionari, confermano come gli investitori continuino ad essere nervosi ed “infastiditi” dal continuo rincorrersi di notizie, dichiarazioni, rumors e dietrologie che il mondo ogni giorno ci regala. Esiste un solo pensiero comune: se dall’Europa non arrivano segnali forti e decisi, i trend in atto non sono destinati, purtroppo, a cambiare.

L’unico fatto positivo riguarda la quotazione della moneta unica contro il dollaro americano, che se dovesse scendere sotto 1.2000 per puntare area 1.1875, darebbe più fiato a tutte le economie in difficoltà, ma anche al colosso tedesco che qualcosa esporta anche fuori dall’Europa (pur avendo incrementato in maniera importante le exp verso l’Europa).

I rendimenti dei bond spagnoli ed italiani sono tornati nuovamente a salire e le borse di riferimento ieri hanno vissuto un lunedì nero, a testimonianza di come continuino ad essere puniti i Paesi meno virtuosi.

L’avversione al rischio ieri è stata peró generalizzata ed ha interessato diverse asset class e diversi strumenti finanziari. Continuiamo a vedere dunque il dollaro americano al centro dei flusso di capitale, con i treasury che hanno toccato rendimenti vicini ai minimo storici, testimoniando come gli investitori siano alla ricerca di rifugi sicuri.

EurUsd
La negatività del momento ha condotto la moneta unica ad indebolirsi sino a 1.2070, permettendo solo un momentaneo assestamento al di sopra di 1.21 nel tardo pomeriggio. Ciò che appare piuttosto evidente è la difficoltà del cambio eurodollaro ad oltrepassare il livello di resistenza (che fu interessante supporto statico) appunto area 1.2150. Si nota, su un grafico orario, i numerosi tentativi andati falliti da ieri sera a questa notte. Lo spunto che questi tentativi ci trasmettono è di attesa ad assumere posizioni favorevoli ad un rimbalzo temporaneo almeno sino ad una decisa rottura di questa congestione.

UsdJpy
Abbiamo assistito, ieri, ad una perfetta continuazione della tendenza negativa (7 candele negative in 8 giorni) e ad un test perfetto del primo livello indicato come supporto statico, 78 figura, oltre il quale (prima di rivedere il minimo storico di 75.50) rimane solamente un ultima speranza affidata a 77.65.

EurJpy
Il cambio EurJpy non si allontana più di tanto dal nuovo minimo degli ultimi 11 anni, abbondanti, con una tendenza alle spalle che continua a rimanere fortemente negativa. Come abbiamo già visto i giorni passati non sembrano essere presenti livelli a cui guardare per uno storno almeno sino al minimo storico: per questo, in attesa di assistere alla creazione di una divergenza sugli oscillatori, siamo in attesa di un ritorno dei prezzi al di sopra di 95.65 come primo segnale positivo.

GbpUsd
La forte correzione del cable ha portato alla rottura, ieri, dell’ultimo livello di supporto, prima di un calo definitivo. Il supporto matematico, e statico, posizionato a 1.5520 non ha retto portando i prezzi ad affacciarsi sotto 1.55. Ora il livello sta tornando utile come resistenza e lo sarà per un rimbalzo di breve dall’obiettivo posizionato a 1.5560.

UsdChf
Il dollaro continua la prova di forza contro il franco e per mezza figura (50 pip) non abbiamo visto raggiungere la parità. 1.0000 è, infatti, ancora il livello più sensato da osservare dopo che la figura a triangolo ha terminato il suo compito di fornire una continuazione del trend primario e non sono chiari altri spunti nel breve.

AudUsd
Per poco è rimasto intatto il trend positivo di medio-lungo periodo osservato da settimane sul cambio AudUsd. Il supporto dinamico passante a 1.0230-50 è stato sfiorato ma non oltrepassato fornendo uno spunto positivo interessante nella notte. Data la vicinanza c’è molto poco di cui rallegrarsi dato che ogni spostamento della tensione sul mercato potrebbe essere utile per assistere alla rottura della precisa trendline. Sino a che questa terrà il dollaro australiano sembra ancora in grado di riprendersi da un momento all’altro.

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