SEMPRE MENO FAMIGLIE RIESCONO A RISPARMIARE

22 Dicembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

Anche lo studio sul risparmio degli italiani realizzato da Banca nazionale del lavoro (Bnl) e Centro Einaudi evidenzia ciò che è apparso sempre più evidente anche da altre analisi negli ultimi mesi: i risparmiatori si sentono sempre più poveri e non sono ottimisti per quanto riguarda il reddito futuro, specie quello che percepiranno quando andranno in pensione. Gli italiani diventano più simili agli americani: spendono e consumano di più, si indebitano con le banche, risparmiano di meno. Ma in Italia non è quasi mai una scelta, come negli Usa, bensì una necessità. Nonostante i casi Cirio e Parmalat, la fiducia nel sistema bancario è ancora buona, ma i conti correnti sono giudicati troppo costosi.

DEBITI E FUTURO – Gli italiani ricorrono sempre più al prestito personale da parte della banca e i loro debiti arrivano ormai al 34% del Pil. E diminuisce la propensione al risparmio. «Il 48% degli italiani – si legge nel rapporto – non ha risparmiato nel 2004, contro il 45% del 2003, il 38% del 2002 e il 50% del 2001. La percentuale di coloro che ritengono di avere al momento del pensionamento un reddito insufficiente è balzata al 16% nel 2004, dall’11% dello scorso anno, mentre aumentano dal 7,5 all’ 8,3% coloro che ritengono di avere un reddito corrente insufficiente o del tutto insufficiente».

RAPPORTO BANCA-CLIENTE – «Il giudizio complessivo è positivo», ha detto il presidente di Bnl Luigi Abete. Il 68% degli intervistati si ritiene soddisfatto delle banche, contro il 17,7% poco soddisfatto e il 4% totalmente insoddisfatto. Il 34,2% dei risparmiatori ritiene che il costo del servizio di conto corrente sia adeguato alla qualità, ma il 62,6% è di opinione contraria.

OBBLIGAZIONI – Dopo gli scandali Parmalat e Cirio il mercato delle obbligazioni societarie destinate ai risparmiatori è crollato e in futuro potrebbe persino porre un problema al finanziamento delle imprese, dice il rapporto. Con le Borse ancora incerte e i bond giudicati poco attraenti da un quarto dei risparmiatori, sono proseguiti gli acquisti di immobili.