Sempre i soliti errori. È tutto il sistema ad essere sbagliato

19 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Davos – C’è poco da fare. È tutto il sistema ad essere sbagliato. Ma ancora non riusciamo ad imparare la lezione. A capire il messaggio che anche l’ultima crisi finanziaria ci ha lanciato. Il modello attuale non è più adatto a governare le dinamiche che ci circondano e il cambiamento in corso. Serve un processo, urgente, di trasformazione.

Il capitalismo dovrà lasciare spazio a un modello più orientato verso la responsabilità sociale. È l’unica strada per evitare calo della crescita economica, instabilità socio-economica, protezionismo e nazionalismo. Ne è convinto Klaus Schwab, fondatore e presidente del World Economic Forum (WEF), uno dei meeting più importanti al mondo, che unisce i maggiori esponenti economici e politici.

“Dobbiamo riconoscere che risolvere i problemi, attraverso modelli datati e che ormai non reggono più, non farà altro che trascinarci sempre più verso il fondo”.

Necessarie delle riforme, per raggiungere il passo con le trasformazioni in corso nella società. “Il capitalismo nella sua forma attuale non trova spazio nel mondo d’oggi”.

“Il capitalismo deve essere sostituito dal “Talentismo”“.

“Non siamo riusciti ad imparare la lezione della crisi finanziaria del 2009. C’è bisogno di una trasformazione globale, urgente, che deve iniziare restaurando una qualche forma di responsabilità sociale“.

Ci sarebbe bisogno di un nuovo modello di leadership, basato su potenze collaborative e sociali, non più il concetto di potenze forti e deboli.

Intanto annuncia che il 42esimo WEF, con inizio il 25 gennaio, avrà il via con il messaggio di apertura direttamente dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel. Nei cinque giorni di meeting, tra le altre alte cariche presenti, il Primo ministro britannico David Cameron, il Presidente nigeriano Goodluck Jonathan e per gli Stati Uniti il Segretario al Tesoro Timothy Geithner.

Parteciperanno anche il Direttore del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, il Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, e il capo dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC, WTO) Pascal Lamy.