Semplificazioni: da maggio versamenti Inps senza contanti

27 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Da maggio versamenti all’Inps solo con pagamenti elettronici. Lo prevede la bozza del Dl semplificazioni.

Per “favorire la modernizzazione e l’efficienza degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante e degli assegni,a decorrere dal 1° maggio 2012 tutti i pagamenti e tutti i versamenti delle somme dovute a qualsiasi titolo verso l’Inps sono effettuati esclusivamente con strumenti di pagamento elettronici bancari o postali”.

Una delle novita’ della bozza del Dl Semplificazioni ora all’esame del Cdm è anche la seguente, per l’immigrazione: “L’autorizzazione al lavoro stagionale si intende prorogata e il permesso di soggiorno puo’ essere rinnovato in caso di nuova opportunita’ di lavoro stagionale offerta dallo stesso o da altro datore di lavoro”.

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Roma – Il pacchetto semplificazioni approda oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. Un decreto che annuncia un cambio di passo nel campo della burocrazia e delle lungaggini amministrative, con l’obiettivo di ridurre gli oneri per cittadini e imprese. La versione definitiva del provvedimento è ancora oggetto di limature, e la bozza circolata fino ad ora contiene una serie di norme che vanno dall’abrogazione di oltre 300 vecchie leggi alla proroga del credito d’imposta al Sud, dal ritorno della “social card” alla cancellazione dell’obbligo di chiusura domenicale per i panifici. Numerose poi le misure di snellimento delle procedure per il rilascio di autorizzazioni per le imprese.

Il governo punta in particolare sull’on line per velocizzare i tempi di rilascio dei documenti. Documenti come il cambio di residenza, i certificati di nascita e di matrimonio saranno disponibili in tempo reale grazie allo scambio di dati per via telematica fra le amministrazioni. La carta d’identità avrà una validità maggiore estesa fino alla data del compleanno successiva alla scadenza del documento. Anche l’iscrizione all’università si farà solo via web così come le valutazioni per gli studenti.

Il decreto manda quindi in soffitta 333 leggi inutili ancora in vigore. La prima normativa eliminata risale addirittura al 1947 e l’ultima è del 2006. Si prevede poi il ritorno in via sperimentale della “social card” per le fasce deboli. Il progetto è avviato nei Comuni con più di 250.000 abitanti e la dotazione massima di risorse sarà di 50 milioni. Mentre per il Mezzogiorno viene prorogato di un anno il credito d’imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Per semplificare le procedure e ridurre i costi per le piccole e medie imprese arriva l’autorizzazione unica ambientale. E si semplifica la procedura per l’astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanze più complesse. Viene, inoltre, abrogata l’autorizzazione per l’apertura dei locali di intrattenimento danzante e di circoli privati. E Sarà più facile vendere cibi e bevande nelle fiere e nelle sagre di paese.

Per i tir salta il divieto per di circolare nei giorni precedenti o successivi ai festivi, mentre resta fermo il blocco per i giorni festivi. Il pacchetto prevede poi l’avvio di un piano nazionale approvato dal Cipe di edilizia scolastica. Sull’agenda digitale nasce una cabina di regina, mentre la spesa per l’assistenza sociale verrà monitorata dall’Inps. Novità anche sul “bollino blu”: il controllo sui gas di scarico dell’auto non si farà ogni anno ma con la revisione.

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Roma – I contribuenti che hanno debiti fiscali di modestissima entità, e magari noie procedurali enormi per assolverli, possono tirare un sospiro di sollievo. Con il decreto per la semplificazione tributaria, atteso in Consiglio dei ministri venerdì prossimo, il governo dovrebbe raddoppiare il limite al di sotto del quale l’amministrazione non darà corso alla riscossione dei crediti dovuti allo Stato o agli enti locali, portandolo a 30 euro per «ciascun tributo» e per «ciascuna annualità d’imposta » (ma con una clausola anti furbi).

Nel decreto, inoltre, dovrebbe esserci una norma che consentirebbe alle imprese che hanno debiti fiscali scaduti, ma per i quali è stato concordato un piano di rateizzazione, di rientrare in ballo negli appalti e nelle commesse pubbliche. Mentre dovrebbero cadere alcune incombenze da parte dei contribuenti, come l’indicazione del domicilio fiscale negli atti destinati all’amministrazione.

Le misure a costo zero

Il testo definitivo del provvedimento deve ancora essere messo a punto dal ministero dell’Economia, ma si annuncia corposo. Le misure del pacchetto riguarderanno sia i cittadini che le imprese e il decreto, sottolineano a via XX settembre, non avrà impatto sul bilancio pubblico. La maggior parte degli interventi punta a rimuovere gli ostacoli inutili all’attività delle imprese, e come il decreto sulla semplificazione che il governo approverà oggi, a ridurne gli oneri amministrativi. Eventuali misure che avessero effetti finanziari, assicurano al Tesoro, sarebbero comunque compensate all’interno dello stesso provvedimento.

Da 32.000 lire a 30 euro

L’aumento della soglia di franchigia fiscale, una specie di «bonus evasione», era scontato. Il tetto, fissato a 16,53 euro, non veniva ritoccato da tredici anni, dava luogo ad un contenzioso inutile, anzi costoso. E comunque noioso, sia per i contribuenti che l’amministrazione fiscale. Tanto più che per gli agenti della riscossione l’esazione di crediti fiscali da 20 o 25 euro era diventata un’attività in perdita: costava più andarseli a prendere dai contribuenti, che cancellarli. Ora il limite raddoppia e dal primo luglio del 2012 l’Agenzia delle Entrate non procederà più «all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d’imposta». I furbi, però, stiano attenti. L’abitudine a non pagare mai le tasse di pochi euro sarà da ora in poi sanzionata, perché la franchigia non verrà riconosciuta a chi dovesse violare ripetutamente e per il medesimo tributo gli obblighi di versamento.

Rate salva-imprese

Nel decreto dovrebbe essere inserita anche una norma che permetterebbe alle imprese che hanno avuto problemi con il fisco, ma che comunque hanno pagato e stanno pagando le tasse, di rientrare nel giro degli appalti e dei contratti pubblici. Oggi chi ha un debito fiscale accertato e scaduto è tagliato fuori, perché viene considerata una violazione grave e risulta nella certificazione dei carichi pendenti che le imprese devono ottenere per partecipare alle gare. Il decreto stabilisce invece che il fisco possa concedere il suo nulla osta quando quel debito, anche se formalmente scaduto, è stato oggetto di un accordo di rateizzazione e si è in regola con il pagamento delle rate. Una parte del provvedimento riguarda la semplificazione degli obblighi e delle procedure di comunicazione dei cittadini e delle imprese con l’amministrazione delle Finanze. Tra le norme che sono al vaglio dei tecnici ce n’è una, ad esempio, che eliminerebbe l’obbligo di indicare il domicilio fiscale negli atti che vengono portati a conoscenza o che sono indirizzati al fisco, come l’atto di compravendita di una casa. Per le persone fisiche il domicilio fiscale, che determina l’ufficio tributario territorialmente competente, coincide con la residenza anagrafica, ma per le imprese può valere la sede legale, indipendentemente da quella operativa. Si possono creare confusioni, ad esempio nel caso delle procedure di concordato dove è necessario sapere quale ufficio territoriale deve ricevere le istanze dei creditori, che la norma risolverebbe eliminando l’obbligo di indicare questo dato nella consapevolezza che l’informazione è comunque generalmente conosciuta dal fisco.

La nuova Irap

Dovrebbe essere reso più flessibile anche l’accesso delle imprese ai regimi opzionali, come il consolidato fiscale o l’Iva di gruppo. Oggi un semplice ritardo nella comunicazione della scelta all’amministrazione, anche se è tutto in regola, impedisce la definizione della pratica. Domani il fisco sarà più tollerante con i ritardatari, e un po’ meno esigente nei confronti degli altri contribuenti. Per l’adesione ad alcuni altri regimi speciali, come la tonnage tax o il calcolo dell’Irap, basterà provvedere in dichiarazione dei redditi, senza dover comunicare nulla all’Agenzia delle Entrate.

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