Sell off si abbatte sulle borse, l’euro crolla. Milano -3,6%, futures Usa giù

1 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’inizio del mese di giugno non sembra portare ai mercati alcun sollievo, stando almeno alla performance che i listini azionari globali riportano in queste ore. La sessione è decisamente negativa per le borse europee e a prevalere, così come è stato in molte delle sedute concitate di maggio, è il sell off. A metà giornata, Piazza Affari vede il Ftse Mib perdere il 3,3%; male anche Londra (-2,22%), Francoforte (-1,90%) e Parigi (-2,35%). Il segno meno non risparmia inoltre Amsterdam (-1,72%) e Bruxelles (-1,34%).

Dopo la pausa di ieri – di fatto si è trattato di pausa, in quanto le borse mondiali hanno preferito optare per l’attendismo, in concomitanza con la chiusura dei mercati di Wall Street e di Londra – i mercati europei hanno reagito così oggi alle ultime notizie arrivate nelle ultime ore (ma non solo).

La notizia del declassamento del rating della Spagna da parte dell’agenzia Fitch era arrivata infatti lo scorso fine settimana. Ma la reazione vera e propria sembra manifestarsi oggi: la pioggia di vendite si abbatte ovunque, il che lascia pensare che la bocciatura del rating spagnolo non sia stata ancora digerita. Ad affossare il sentiment c’è poi dell’altro: tornano a rinnovarsi infatti anche i timori sul caso Cina.

Gli interrogativi sono infiniti: esiste davvero il rischio di una bolla? E cosa faranno le autorità di Pechino per scongiurare la minaccia di un’inflazione? Si avrà un rallentamento della congiuntura cinese, al momento uno dei pochi fattori di traino della crescita mondiale? E quale sarà in questo caso l’effetto sulla economia mondiale?

Queste e altre domande si affastellano nelle menti degli operatori, delusi per la contrazione che l’indice Pmi – che misura la performance dell’attività manifatturiera della Cina – ha subito un calo a maggio.

E a essere preoccupato è lo stesso economista, docente della New York University Nouriel Roubini; riferendosi al caso Cina, ma non solo – l’alert riguarda infatti i paesi emergenti Bric – l’esperto ha infatti avvertito sui rischi di un surriscaldamento dell’economia.

Intanto l’euro torna a essere attaccato dalle vendite, e crolla ai minimi da quattro anni sul dollaro, a quota 1.2111, scontando anche la notizia delle dimissioni a sorpresa del Presidente tedesco Horst Koehler. Come se non bastasse la spada di Damocle dei debiti, ora il Vecchio Continente è preda anche di nuove tensioni geopolitiche.

Il sentiment negativo presente sui mercati è confermato anche dalla caduta libera il petrolio, che si riporta a 73 dollari al barile, accusando l’impatto di un indebolimento della congiuntura in Asia. Sulle borse europee, a livello settoriale si segnala la pessima performance dei petroliferi, in scia alla pessima performance di BP sugli insuccessi nel Golfo del Messico.

Male anche gli altri settori legati alle commodities, come i minerari che sono il secondo peggior comparto sulle piazze europee. Tengono meglio i difensivi, come i farmaceutici ed i titoli legati allo svago ed al tempo libero.