SELL IN MAY AND GO AWAY? MANCO PER NIENTE

14 Maggio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Esistono cinque ordini di ragioni che, secondo gli analisti, dovrebbero confutare la regola del “Sell in may and go away” (a maggio, vendi e vattene in vacanza). Almeno per quest’anno.

1) Innanzitutto, giacchè l’anno è iniziato nel peggiore dei modi e trader e broker sull’azionario non hanno, fino ad oggi, guadagnato un granche’ (piuttosto, in molti hanno perso soldi), non si capisce perche’ debbano andarsene in vacanza a maggio. Qualcosa ci dice anzi che dovranno lavorare duro, quest’estate.

2) La seconda motivazione è relativa all’oceano di liquidità in cui navigano i fondi di investimento. Le attività in strumenti di gestione della liquidità sono cresciute a dismisura, raggiungendo il livello insolitamente alto del 26.2% delle allocazioni totali. Naturalmente, si tratta di una contingenza: gran parte di questa massa di cash in parcheggio, potra’ essere presto dirottata sul mercato azionario. Insomma: ci sono ancora ingenti risorse finanziarie capaci di supportare un rally a Wall Street.

3) Il terzo motivo risiede nell’attuale tendenza tra le aziende protagoniste del mercato Usa (esclusi i titoli finanziari) ad attuare piani di riacquisto di azioni proprie: il che, com’è facile intuire, e’ un’operazione che sostiene il prezzo dei titoli. Il numero di buybacks è oggi ai massimi degli ultimi 30 anni.

4) Quarto motivo: quando la Federal Reserve si accinge a por fine a un ciclo di taglio dei tassi di interesse, gli investitori sanno che e’ il momento di comprare. Motivo: poco dopo l’economia riparte. Semplici verifiche statistiche ci confermano che i mercati finanziari seguono sempre lo stessa schema, la storia, insomma, si ripete. Alla fine di una fase monetaria espansiva e’ sempre seguita una ripresa del mercato azionario. Di qui il rialzo gia’ partito a marzo e aprile.

5) Lo studio del “ciclo delle elezioni presidenziali” ci informa che il miglior momento per un buy è tendenzialmente verso la fine di aprile o l’inizio di maggio di un anno in cui si sceglie il nuovo presidente Usa. I dati analizzati prendono in considerazione 108 anni di serie storiche dei prezzi a Wall Street. Si può dunque coscienziosamente asserire che la regola “Sell in may and go away”, non trova alcun riscontro negli anni della corsa alla Casa Bianca.