SELL DA RECESSIONE, WALL STREET PERDE -3.0%

5 Febbraio 2008, di Redazione Wall Street Italia

La seduta di borsa a New York si e’ chiusa con gli indici in forte calo. I listini hanno esteso le perdite registrate nella seduta precedente dimezzando in soli due giorni il robusto progresso segnato nell’ultima settimana. Il Dow Jones ha perso il 2.93% a 12265, l’S&P500 il 3.20% a 1336, il Nasdaq e’ arretrato del 3.08% a 2309. A dare la stura alle vendite e’ stato il pessimo dato sull’Ism non manifatturiero, il peggiore dall’ottobre 2001, cioe’ dall’ultima recessione americana, che ha intensificato i timori degli operatori su un brusco rallentamento della crescita.

Risolto solo dopo alcune ore il mistero sul motivo per cui l’indicatore sia stato rilasciato a sorpresa con grande anticipo rispetto all’ora prevista. L’anticipo e’ stato deciso appositamente per permettere agli operatori di riaggiustare le proprie posizioni long o short nel pre-borsa. Lo stesso dato annunciato con le contrattazioni gia’ avviate a Wall Street avrebbe provocato un’ondata emotiva da panic selling.

Il dato ha segnato la prima contrazione del settore dei servizi (che comprende le attivita’ di ristoranti, banche e grandi magazzini tra le altre) dal marzo 2003, sorprendendo gli analisti che invece avevano previsto un’ulteriore espansione. Associato al rapporto occupazionale dell’ultimo mese (prima perdita di posti di lavoro in oltre quattro anni), l’aggiornamento solleva seri rischi sulla direzione dell’economia e sulle conseguenze che la crisi del credito, ancora lontana dall’essere risolta, potra’ avere sulla spesa dei consumatori e sui profitti aziendali.

Gli operatori sperano in un rimbalzo dell’attivita’ nel prossimo mese, possibilmente grazie alla manovra aggressiva sulla politica monetaria condotta dalla Fed, cosi’ come avvenuto per il comparto manifatturiero a gennaio dopo la contrazione di dicembre. Inevitabile la brutta reazione degli investitori. Il calo odierno ha dato il via a nuovi allarmismi
che potrebbero richiedere il nuovo intervento della Fed a mercati aperti.

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Un certo nervosismo e’ stato dettato anche dall’incertezza sulle primarie presidenziali in occasione del “Super Tuesday”. Martedi’ gli americani voteranno in ben 24 Stati per scegliere i due candidati alla presidenza Usa: tra i democratici si continua a registrare un testa-a-testa tra Barack Obama e Hillary Clinton, con il primo in forte ascesa; tra i repubblicani John McCain e’ alla ricerca del ‘ko’ finale da infierire al rivale Mitt Romney.

Tra i singoli titoli, a soffrire maggiormente sono stati con poca sorpresa quelli del comparto finanziario. Citigroup (C) ha lasciato sul terreno il 6.6%, JP Morgan (JPM) e’ arretrato -4.4%, -3.32% per Bank of America (BAC). Tra le aziende che hanno diffuso i risultati trimestrali ha fatto meglio delle attese la conglomerata industriale Tyco International (TYC). Anche il gigante dei cosmetici, Avon Products (AVP), ha battuto le stime degli analisti riportando utili per azione di due centesimi superiori al consensus; dopo la chiusura delle borse sara’ il colosso dell’entertainment Walt Disney (DIS) a diffondere gli utili aziendali.

Nel comparto Internet, pressioni ribassiste si sono notate su Yahoo! (YHOO) il cui titolo e’ schizzato del 50% circa la scorsa settimana dopo l’offerta di acquisto ($44.6 miliardi) avanzata da Microsoft: gli analisti di Bank of America in mattinata hanno tagliato il rating da Buy a Neutral a causa delle numerose difficolta’ burocratiche che presenta la fusione. Intanto il tycoon australiano Rupert Murdoch, presidente e CEO di News Corp, ha smentito le voci di una possibile proposta di aquisto sull’azienda.

Sugli altri mercati, in rialzo il petrolio. I futures con consegna marzo sono arretrati di $1.61 a $88.41 al barile. Sul valutario, capitombolo dell’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4641. In ribasso l’oro. I futures con consegna aprile sul metallo prezioso hanno chiuso in calo di $19.10 a $890.30 all’oncia. Giu’ anche i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.5870% dal 3.64% di lunedi’.

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