Sell a Milano. Niente ripresa né taglio tassi

6 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Nessuna nuova misura annunciata da Draghi per rilanciare la ripresa e una contrazione del bilancio della Bce: questi i due fattori che hanno messo in difficolta’ i mercati azionari di tutto il mondo, che prima dell’inizio della conferenza del banchiere centrale scambiavano in rialzo. La Borsa di Milano accusa un calo di oltre due punti e mezzo percentuali, scontando il tracollo delle banche e di Fiat. Sui corsi azionari grava tra le altre cose la decisione della Bce di rivedere al ribasso le stime sul Pil dell’Eurozona a -0,6% quest’anno, contro la contrazione -0,5% prevista nelle precedenti formulazioni. Non ha alcuna presa al momento la revisione al rialzo del Pil del 2014, che è stata tra l’altro irrilevante (da +1% a +1,1%). L’ampliamento dello Spread pesa sulle banche, che registrano una raffica di sospensioni.

Il Ftse Mib ha perso il 2,63% a 16.525,07 punti. Draghi ha dichiarato che un’ampia maggioranza del consiglio ritiene che la situazione non sia mutata a sufficienza da rendere necessario un nuovo intervento. Poco prima aveva spiegato che per ora non ritiene necessario portare i tassi dei depositi in negativo, misura che potrebbe far ripartire il credito alle imprese, sottolineando che i governi piu’ esposti sul debito devono essere cauti. Ad accelerare i ribassi ha contribuito anche la rottura da parte del futures del supporto a 16.900 punti, che ha ampliato il ribasso di altri 200 punti, spiega a Reuters un trader di Piazza Affari.

Draghi ha precisato che “la revisione al ribasso per il 2013 e’ collegata al recepimento degli ultimi dati sui Pil nazionali”. Amplio allargamento dello spread Btp-Bund, che supera i 280 punti base, con il rendimento del Btp a 10 anni che sale oltre il 4,3%. Sopra quota 300 il divario tra i decennali di Spagna e Germania (303 punti base) con il tasso dei Bonos in rialzo al 4,55%. Risolti i problemi tecnici che hanno ritardato l’apertura della borsa di Parigi, appartenente al circuito Euronext. Londra fa -1,05%, Francoforte -0,88%, Parigi -0,65%, Eurostoxx 50 -0,85%.

Gli analisti di Miller Tabak sottolineano che le nuove previsioni di crescita hanno ridotto le possibilita’ di un taglio dei tassi a breve. Cio’ sta rafforzando l’euro, ma spingendo al rialzo i rendimenti dei titoli del Sud d’Europa.

“Sembra paradossale – osserva il Chief Economic Strategist del gruppo, Andrew Wilkinson – che i tassi dell’area periferica reagiscano cosi’ male al miglioramento delle prospettive di crescita per l’anno prossimo, a meno che non si ritenga che i differenziali rispetto alla Germania si siano ristretti troppo presto”. Ora bisognera’ guardare al rendimento dei Bund: “se superera’ i massimi della settimana scorsa, potrebbe affossare l’azionario nello stesso modo eclatante con cui il rally dello yen ha spinto in ribasso il mercato in Giappone”.

David Madden, analista di IG, invece sottolinea la cautela espressa da Draghi nei confronti di chi appare troppo ottimista sulle condizioni di mercato attuali. “Qualsiasi commento su un outlook negativo per la zona euro porterà i trader a portar via soldi dal tavolo”, spiega.

Notizie poco confortanti dal fronte macro, con la disoccupazione balzata ai livelli record in Francia. Di fatto, la disoccupazione è aumentata nel primo trimestre al 10,4%, al record dal 1998. Male anche i consumi in Italia, che hanno segnato -3,9% ad aprile: in crisi anche il settore delle tlc, che era riuscito a tenere nelle precedenti rilevazioni.

“E’ fondamentale che l’economia globale si risollevi, così come è necessario che aumenti la fiducia – ha commentato in una intervista rilasciata alla televisione di Bloomberg Chris Godding, gestore dei fondi presso Signia Wealth a Londra – In Europa c’è molta capacità in eccesso e c’è anche molto potenziale. La Bce deve semplicemente fare il proprio lavoro, assicurandosi che la liquidità sia presente per permettere a tale potenziale di esprimersi”.

Dopo il verdetto della Bce, i mercati restano ossessionati dal timore che la Fed non farà passare molto tempo prima di staccare la spina alle misure cosiddette di “Quantitative easing” che hanno finora sostenuto – o meglio drogato – i mercati azionari.

Occhi ancora puntati sul Beige Book – il rapporto sullo stato di salute dell’economia americana stilato dalla Federal Reserve – che ha riportato che la congiuntura è cresciuta ad un tasso “da modesto a moderato” in 11 distretti su 12 della Federal Reserve, “con rialzi di ampia portata, tuttavia, “che vanno dai servizi alle aziende, al settore costruzioni, al manifatturiero”. Sell off a Wall Street, con il Dow Jones che ha sfondato al ribasso la soglia dei 15.000 punti.

Intanto e’ ufficiale: la Borsa di Tokyo è passata dalla fase di correzione (tecnicamente -10% rispetto ai massimi recenti) al mercato orso (ufficialmente un calo -20% rispetto ai massimi). Di fatto, l’indice di riferimento Nikkei 225 viaggia al momento a un valore inferiore -20% rispetto al massimo testato lo scorso 22 maggio, a 16.020 punti, e nella sessione odierna è scivolato fino a un minimo di 12.810 punti, prima di allontanarsi dai minimi intraday. Parliamo di un indice che ha segnato un rally di ben +85% in sei mesi.

Le recenti perdite hanno portato la Borsa di Tokyo a soffrire la perdita in 10 giorni peggiore in 27 mesi. Lo yen, intanto, si è riportato sotto 99 contro il dollaro. Volatilità alle stelle, con l’indice di volatilità a 15 giorni relativo al Topix (l’indice allargato, in questo caso in ribasso -16% dai massimi in cinque anni del 22 maggio), che è balzato a 44,31 punti; si tratta del valore più alto segnato dal terremoto che ha devastato il paese l’11 marzo del 2011.
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Nella sessione odierna, il Topix è sceso -1,8%, il Nikkei 225 -1%. Guardando all’intero azionario asiatico, l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index ha perso -0,9%, al minimo in cinque anni. Il benchmark è calato -8,3% dal massimo di quest’anno testato lo scorso 20 maggio.

BTP ITALIA – Spread in allargamento sopra 280 punti base (282, +6,44%), con il rendimento del Btp a 10 anni che sale al 4,32% (+4,6%). Sopra quota 300 il divario tra i decennali di Spagna e Germania (303 punti base) con il tasso dei Bonos in rialzo al 4,55%.

PIAZZA AFFARI – Piazza Affari ha messo a segno la peggior performance, trascinata dal tracollo delle banche e di Fiat (-6,48%). Raffica di tonfi per tutti i titoli bancari: Mps -8,08%, Ubi -6,16%, Banco Popolare -5,23%, Unicredit -4,65%, Intesa Sanpaolo -4,49%.

Sul listino completo, dopo il crollo di ieri ha chiuso sulla parità Camfin (a 0,793 euro), allineandosi di fatto al prezzo dell’Opa che verrà lanciata a 0,8 euro dalla newco partecipata da Tronchetti Provera, Clessidra, Unicredit e Intesa Sanpaolo.

ALTRI MERCATIEuro +0,78% a $1,3195; dollaro/yen -0,11% a JPY 98,95, euro/franco svizzero +0,14% a CHF 1,2346. Il rapporto di IG scrive: “collochiamo la resistenza settimanale a 1,3230, mentre il supporto transita per 1,29”.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,57% a quota $94,27 al barile, oro +0,41% a $1.404,30.

APPROFONDIMENTO PIAZZA AFFARI DI ROBERTO MAGGI, UNICREDIT

Focus ancora su Telecom Italia, che ha deciso di rinviare a una prossima riunione l’esame dell’integrazione con 3 Italia, che aprirebbe la porta a un ingresso del gruppo cinese Hutchison Whampoa nel capitale del gruppo italiano.

Per il Sole 24 Ore, l’AD Patuano ha prospettato ai sindacati un organico di 21.000 addetti per la nuova società della rete d’accesso con una tempistica prevista per arrivare a conclusione del processo di 12-18 mesi. Alcuni fondi sovrani, tra cui quello di Qatar e il fondo Temasek di Singapore, avrebbero acceso i riflettori sul progetto di spinoff del network.

In agenda alle 12:30 l’assemblea ordinaria di Autogrill(EUR8,88) : è stato erogato ieri il finanziamento da EUR1,25 mld a medio-lungo termine oggetto del contratto sottoscritto da World Duty Free Group SAU il 30 maggio. Si avverano le condizioni alle quali era subordinato il perfezionamento della scissione parziale proporzionale di Autogrill a favore di World Duty Free Spa. Oggi è prevista l’assemblea sul tema.

Banco Popolare (EUR1,11) : ha ceduto la controllata ungherese Banco Popolare Hungary a Magnet Hungarian Community Bank per EUR0,5 mln in contanti. L’operazione è finalizzata alla focalizzazione sul core business bancario in Italia.

Fiat (EUR6,325): Morgan Stanley alza il target price da EUR3,2 a EUR.5

EdF (EUR18,38) : Hsbc alza il rating da Outperform a Neutral

ANALISI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: – in area Euro in un contesto di calo dei listini azionari, sull’obbligazionario si è registrato un calo dei tassi governativi tedeschi ed un rialzo dei periferici, con conseguente lieve allargamento degli spread.L’attenzione di oggi è tutta focalizzata sulla riunione della BCE da cui non è atteso alcun cambiamento al livello dei tassi.

Gli ultimi dati macro hanno registrato alcuni segnali di un timido miglioramento, così come l’inflazione a maggio è salita, rimanendo comunque sotto il target del 2%. Sarà quindi importante monitorare la conferenza stampa di Draghi in cui molto probabilmente verranno fatte domande sui tempi di implementazione del nuovo piano a sostegno delle piccole e medie imprese, soprattutto dopo che alcune indiscrezioni giornalistiche hanno riportato che secondo alcuni membri non bisognerà sopravvalutarlo. Non dovrebbero inoltre mancare domande relative alla possibilità di ridurre il tasso di riferimento e di portare in negativo quello sui depositi.

Un nulla di fatto è inoltre atteso anche dalla riunione della BoE. Per il commissario agli Affari Economici e Monetari Rehn la Lettonia è pronta ad adottare l’euro dal 1° gennaio 2014 in quanto ha rispettato i criteri di convergenza necessari. Della stessa opinione è anche la BCE che in un rapporto ha messo in evidenza il calo dell’inflazione e la riduzione del deficit effettuato fino ad ora.

Il paese però, secondo la BCE dovrà continuare a perseguire gli obiettivi necessari all’ingresso. La decisione formale dell’Ue giungerà il 9 luglio. In un articolo il Wsj, che cita un documento “strettamente confidenziale”, ha riportato che il FMI ha ammesso di aver sbagliato nel salvataggio di Atene, sottovalutando i danni delle misure di austerità prescritte nel piano di salvataggio.

Seconda una nota diffusa ieri da Reuters il 14 giugno a Roma si terrà un vertice tra Francia-Italia-Germania-Spagna per discutere dell’occupazione giovanile in preparazione del vertice del 27 giugno. Dal lato macro ieri è stata pubblicata la seconda lettura del PIL del primo trimestre per l’intera area Euro da cui è emerso che il calo registratosi (-0,2% t/t) è da attribuire principalmente a contributi negativi da parte degli investimenti fissi e delle esportazioni.

Negli Usa giornata di recupero per il comparto governativo, soprattutto sulla parte a lunga, in un contesto di forti volumi sul future decennale. I dati macro pubblicati ieri hanno offerto un quadro misto considerato il lieve miglioramento dell’indice ISM non manifatturiero ed il deludente dato ADP sull’occupazione nel settore privato.

In tale contesto gli operatori preferiscono prendere profitto sull’azionario e rientrare sui treasury dopo la forte penalizzazione a maggio. Da segnalare il proseguimento delle vendite sul comparto High Yield e bond emergenti. In Giappone segnaliamo la terza settimana consecutiva di vendite di bond stranieri da parte degli investitori nipponici.

Valute: l’euro prosegue la fase di graduale apprezzamento verso dollaro degli ultimi giorni con il cambio che stamani si colloca al di sopra di area 1,31. Le parole di Draghi di oggi pomeriggio potrebbero contribuire a portare una certa volatilità sul cambio.

I livelli da monitorare si collocano a 1,3250 (resistenza) e 1,30 (supporto). Lo yen continua ad alternare giornate di apprezzamento generalizzato a fasi di deprezzamento. Verso dollaro il cross si colloca sempre sotto soglia 100. La volatilità del cross è sui massimi da 6 settimane in attesa dei dati sul mercato del lavoro Usa di domani. Verso euro il cambio resta in prossimità di area 130, con il supporto per oggi collocato presso 129-129,40. Proseguono le vendite sul dollaro australiano che viene ancora ritenuto sopravvalutato verso dollaro sia dalla banca centrale (RBA) che da alcune istituzioni internazionali come l’OCSE.

Verso dollaro Usa è calato ai minimi dall’ottobre 2011, mentre verso euro il cambio questa mattina ha superato la resistenza collocata a 1,38. Il livello successivo si colloca presso area 1,40. Debolezza anche per il rand sudafricano penalizzato dall’aumento dei tassi di mercato e dal rallentamento della crescita.

Commodity: lieve rialzo per l’indice GSCI ER guidato dal settore energetico e dai metalli non ferrosi. Il Wti (+0,5%) ha beneficiato del maggior calo delle scorte Usa di greggio da dicembre (6,3Mln barili), mentre il Brent (-0,2%) ha chiuso leggermente negativo. Intorno alla parità i preziosi con l’oro che continua ad oscillare intorno ai 1400$/oncia.

Ieri l’India, principale consumatore mondiale di oro, ha aumentato l’imposta sulle importazioni di oro dal 6 all’8% per cercare di frenare le importazioni. Andamento misto per i metalli non ferrosi con l’alluminio (+1,3%) in evidenza dopo l’annuncio di tagli alla produzione da parte di Chalco, principale produttore cinese.

Tra gli agricoli prosegue il rialzo dell’olio di palma, sui massimi da 2 mesi, su attese di calo delle scorte malesi. Vendite hanno invece interessato cotone (-1,2%) e grano Usa (-1,1%).