Seduta yo-yo a Wall Street. Buy su tabacco e telecomunicazioni

28 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’azionario non e’ riuscito a confermare i guadagni della prima parte di seduta, che e’ stata caratterizzata da un andamento altalenante. Buona pero’ la prova di operatori telecom e societa’ di tabacco.

Il Dow Jones ha ceduto un marginale 0.05% a quota 10138.52, il Nasdaq ha perso lo 0.13% in area 2220.65, mentre l’S&P 500 ha lasciato sul campo lo 0.2% a 1074.56.

Gli investitori hanno digerito dati macro contrastanti e le notizie secondo cui la Corte Suprema ha giudicato incostituzionale una parte cruciale della legge contro gli scandali societari che porta il nome dei due deputati Sarbanes e Oxley.

Il tribunale di Washington ha disposto, con cinque voti a favore e quattro contrari, l’annullamento della parte della legge Sarbanes-Oxley in cui si aumentava la responsabilita’ degli auditor all’atto della revisione contabile. La norma e’ stata giudicata incostituzionale.

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La decisione della Corte Suprema di abbattere tale norma, messa in atto per rispondere agli scandali di contabilita’ di inizio 2000, tra cui i casi famosi di Enron e Tyco, avra’ conseguenza limitate, secondo la stessa corte, ma mettera’ pressioni sul Congresso per rivedere la legge.

Aavere influenzato gli scambi in primissima battuta erano state le promesse del G-20 di dimezzare il deficit entro il 2013. Ad un fattore positivo per il mercato hanno presto risposto dati macro non troppo convincenti.

Sul Dow Jones si mettono in luce Coca-Cola, Cisco e Intel. L’improvviso crollo dei titoli Boeing, duranto pero’ solo lo spazio di un attimo. I problemi finanziari di una societa’ di Dubai hanno costretto la societa’ di aerei a rinegoziare una commessa per 220 velivoli. Apple intanto ha annunciato di aver venduto oltre 1.7 milioni di iPhone 4 in tre giorni.

Il tono, dettato piu’ che altro dalle promesse fatte dai leader del G-20 al termine del vertice canadese, e’ stato per buona parte della seduta piu’ positivo che negativo, ma gli ultimi dati macro non sono stati tali da consentire ai listini di confermare i rialzi della prima parte della mattinata.

L’entusiasmo si e’ placato dopo la pubblicazione delle cifre relative a reddito personale e spese al consumo. Alcuni sostengono che i dati siano da considerare positivi, ma per altri il livello dei risparmi ai massimi da settembre 2009 non si puo’ interpretare come un segnale troppo favorevole.

Il reddito personale ha mostrato un incremento dello 0.4% in maggio, di poco inferiore allo 0.5% atteso dagli analisti. Nello stesso periodo le spese al consumo hanno registrato una variazione positiva dello 0.2%, migliore dello 0.1% previsto. I prezzi PCE hanno evidenziato un progresso del 0.2% mese su mese, a fronte dello 0.1% stimato.

I ribassi dell’euro non aiutano. La moneta unica cede terreno rispetto alla controparte statunitense, nonostante l’impegno preso dal Gruppo dei 20 a dimezzare i deficit entro il 2013.

Il G-20 ha anche avvertito che un aggiustamento fiscale armonizzato potrebbe avere un impatto sulla ripresa. I piani di consolidamento fiscale dovrebbero essere diversificati a seconda delle circostanze nazionali.

Al vertice e’ stata inoltre avanzata la proposta di concedere piu’ tempo alle banche o comunque date di scadenza piu’ flessibili per permetterle di aumentare risorse di capitale.

Il calendario dei risultati societari e’ stato sottile, ma dopo il suono della campanella riporteranno i conti Barnes & Noble, Micron e SMSC.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio sono in ribasso. I futures con consegna agosto arretrano di $0.71 attestandosi a quota $78.25 al barile. L’oro segna -$17.60 a quota $1238.20 l’oncia. Il cross euro/dollaro si trova a $1.2276 (-0.7%). Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 3.032% dal 3.102% di ieri.