SEAT P.G. CLASSICO ESEMPIO DI PROFIT WARNING

21 Settembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

* Fabrizio Tedeschi e´ editorialista di Panorama Economy. Consulente di grandi banche e gruppi finanziari, per otto anni e´ stato responsabile della Divisione Intermediari della Consob a Milano.

(WSI) – Seat è un classico esempio di profit warning. Il mercato si aspetta
buoni risultati sia per il business plan appena presentato sia per le
previsioni degli analisti di crescita degli affari e degli utili. In
realtà, i risultati non sono negativi: i numeri e gli indici sono tutti
in crescita. Certo non così brillanti come ci si attendeva, ma pur
sempre in grado di ripagare il superdebito contratto ad aprile per
distribuire un superdividendo agli azionisti.

Perché allora una reazione
così violenta, con una flessione annuale del 30%? Bisogna pensare a un
mercato «distratto», con buona pace delle teorie sulla razionalità dei
comportamenti dei soggetti economici. Gli operatori non hanno valutato
che una società spremuta e rispremuta dai propri azionisti, con margini
d’indebitamento completamente bruciati, appesantita da forti oneri
finanziari, forse anche parzialmente trascurata dai soci, ormai
rientrati dell’investimento, potesse limitarsi a sopravvivere
decorosamente in un mercato difficile come l’attuale.

Se solo si fosse
posta l’attenzione su questi aspetti, forse il mercato avrebbe seguito
con più cautela l’evolversi dei dati aziendali e oggi non sarebbe a
leccarsi le ferite. Il totale svuotamento della liquidità aziendale con
l’emissione di un bond ad alto rischio, ad alto rendimento e di lunga
durata, non era conforme ai principi di sana e prudente gestione di
un’azienda quotata e ha preparato tempi molto grami per gli azionisti. E
non era così difficile accorgersene.

Il rafforzamento del management,
già di eccellente qualità, con altri uomini, altrettanto di valore, non
può bastare a salvaguardare l’immagine di un’azienda con simili
comportamenti. Altra abitudine deprecabile di manager e analisti è
quella di vivere di dati proiettati nel futuro e di conseguenza soggetti
alla più totale variabilità. Per questo la tempestività nel comunicare e
interpretare i dati e il loro raffronto con quanto preventivato e
comunicato al mercato diventa fondamentale per elaborare una corretta
valutazione dei titoli. Ogni ritardo danneggia la fiducia
dell’investitore, perché determina una pesante asimmetria informativa
col rischio di comportamenti scorretti da parte degli operatori meno
sensibili alle regole.

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