“Se l’obiettivo era quello di salvare le banche, allora e’ riuscito”

8 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Lo dice uno che se ne intende di default del debito sovrano e piani di ristrutturazione: l’ex ministro argentino delle Finanze che aveva gestito la crisi del paese nel 2002, parlando della gestione greca dice: «Se l’obiettivo era quello di salvare le banche, e’ riuscito».

In un’intervista concessa al quotidiano svizzero Le Temps, Roberto Lavagna spiega di essere scioccato dall’ortodossia imposta con le ricette del Fondo Monetario Internazionale: “Queste misure, quando applicate in Asia (Indonesia) o in Sudamerica (Brasile), non hanno funzionato”.

“Pensavo che la troïka (formata da FMI, Bce e Commissione Ue) potesse metterci un po’ piu’ di immaginazione”. Il risultato: due anni dopo lo scoppio della crisi, la Grecia si trova in una situazione piu’ grave e piu’ pericolosa rispetto al 2009.

Quali sono le similitudini tra la crisi del debito in Grecia e in Argentina?

– In tutti e due casi la produzione era in calo, i deficit in rialzo e gli investimenti diminuivano mentre il tasso di disoccupazione cresceva progressivamente.

E le differenze?

– La situazione sociale era esplosiva in entrambi i paesi, con la differenza che in Grecia il reddito pro capite e’ il doppio di quello dell’Argentina. Sul piano istituzionale la Grecia fa parte di un blocco di stati molto potente, mentre l’Argentia era sola.

Ma l’Argentina e’ ricca in risorse naturali…

– Si, ma nemmeno quella ricchezza aveva impedito di finire in una trappola del debito nel 2001. Siamo diventati una potenza agricola solo piu’ tardi.

Cosa si puo’ dire degli errori commessi dai dirigenti europei nella gestione della crisi?

– Pensavano di ritrovare l’equilibrio fiscale allo stesso tempo con una contrazione del budget. La Grecia e’ in recessione da cinque anni e continuano a imporre l’austerita’, che frena la crescita, uccide la creazione di lavoro e paralissa i consumi.

Allo stesso tempo, dopo avere escluso un piano di ristrutturazione per mesi, hanno cambiato idea solo a luglio del 2011. All’inizio volevano cancellare solamente il 20% dei debiti ai privati. E’ solo in novembre che hanno evocato un tasso piu’ alto, di fino al 50%. Lo scambio di titoli sovrani proposto in questi giorni comporta una svalutazione del 53,5%. E’ stato tempo perso. Nel frattempo salari, pensioni e spese pubbliche sono diminuite. Riducendo ulteriormente il potere d’acquisto.

In’intervisa rilasciata al quotidiano francese Liberation accusate la troika di voler salvare le banche europee piuttosto che i greci.

– E’ una constatazione della realta’. Non esprimo giudizi. Il livello della vita del popolo greco si e’ abbassato su tutti i piani negli ultimi due anni. Allo stesso tempo le banche che hanno prestato denaro alla Grecia hanno ridotto la loro esposizione del 60%. Se l’obiettivo era quello di salvare le banche, allora e’ riuscito. Se l’obiettivo era quello di aiutare la Grecia, il risultato non e’ ancora stato raggiunto.

In un’intervista del 7 marzo 2002, poco prima di essere nominato ministro, ha denunciato la sua contrarieta’ al FMI…

– Prima del 2002, l’Argentina aveva gia’ adottato due piani di aiuto del FMI. Senza risultati. Il Fmi voleva imporre un terzo per un ammontare di 25 miliardi di dollari. Ho detto di no.

Cosa pensate del Meccanismo europeo di salvataggio che e’ una sorta di Fondo Monetario Europeo?

– E’ un’iniziativa positiva. E’ da tanto tempo che si sente il bisogno di un organismo di controllo dei flussi finanziari, che sono la fonte dei problemi. Ogni regione dovrebbe costituire delle riserve per poter affrontare le crisi a venire.