SE IL PIANO NON PASSERA’, NON RESTA CHE CONTARE SULLE BANCHE CENTRALI

30 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Ogni giorno di ritardo nell’approvare il piano significa peggiorare ulteriormente una situazione già critica. Lo sostengono alcuni analisti, convinti che se il no al piano Paulson sarà definitivo, la palla per salvare il sistema e l’economia dalla crisi sarà nelle mani delle banche centrali.

La bocciatura è “un segnale negativo inviato al mercato, che vede il Congresso incapace di adottare un piano”, spiega Lindsey Piegza, di Ftn Financial, osservando come il forte calo odierno degli indici americani segnala quanto “il mercato contasse sul progetto”. Secondo Global Insight se il piano sarà definitivamente bocciato, toccherà alle banche centrali farsi carico di risolvere la crisi”, i cui contorni sono sempre più mondiali.

Il segretario al Tesoro Henry Paulson, dopo la bocciatura del progetto, ha inviato a fare presto perché “il piano funziona e ce n’é bisogno”, anche in considerazione del fatto che i “mercati mondiali sono sotto stress”. Nell’analizzare l’attuale situazione, alcuni osservatori mettono in evidenza come le autorità americane abbiano valutato in modo errato il lasciare fallire Lehman Brothers. Il fallimento della banca d’affari, infatti, ha causato – affermano – una serie di eventi a catena, accelerando un processo di distruzione di capitale, che poi ha spinto l’amministrazione a dover varare in fretta un piano di salvataggio dell’intero sistema.