Se Grecia lascia l’euro rischia iper-inflazione in stile Zimbabwe

13 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri è stata dominata dall’attesa per la riunione della Bce. I listini azionari dopo una prima parte in forte rialzo hanno ridimensionato i guadagni, mentre sugli spread si è registrato un forte calo grazie anche al buon esito delle aste spagnole ed italiane. Il differenziale sul decennale Italia-Germania è sceso sotto i 500 pb.

La Spagna ha emesso 9,98 Mld€ di titoli 2015 e 2016, ovvero il doppio dell’ammontare annunciato con rendimenti inferiori al 4% e con una domanda circa il doppio dell’offerta.

Bene anche l’asta sui titoli a breve italiani che hanno registrato rendimenti in calo.

La Bce, come nelle attese, ha lasciato invariato il tasso di riferimento. Draghi nella conferenza stampa successiva ha dichiarato che i rischi sulla crescita sono al ribasso, mentre quelli sull’inflazione bilanciati. La decisione è stata unanime e, come ha riferito Draghi, l’orientamento di politica monetaria è ancora accomodante e la Bce è pronta ad agire, lasciando quindi intendere la possibilità di un taglio nei prossimi mesi.

Il capo della Bce ha annunciato che l’Istituto in vista della prossima operazione di rifinanziamento, che secondo Draghi dovrebbe avere una significativa partecipazione, sta lavorando per allargare il range di collaterale accettato.

È stata inoltre ribadita la necessità per i paesi dell’area di accelerare l’approvazione del fiscal compact ed il rafforzamento del fondo salva stati.

In merito al lavoro dell’Eba ha dichiarato di ritenere corretto l’esercizio effettuato con riferimento a fine settembre 2011, ma sbagliato nei tempi, aggiungendo che non è escluso che venga ripetuto, ma solo dopo che sarà completato il fiscal compact e messo in funzione il fondo salva stati, in linea con quanto già dichiarato dal capo dell’Eba, Enria.

Non sono mancate preoccupazioni per l’Ungheria anche se sono visti positivamente i primi segnali di apertura ad un dialogo col Fmi/Ue, mentre ha definito eccezionale il caso Grecia, dichiarando che in futuro non ci sarà più il coinvolgimento dei privati (PSI). Il Fmi ha annunciato che i colloqui con le autorità greche inizieranno il 17 gennaio.

Secondo le stime dell’hedge fund inglese Toscafund, se la Grecia dovesse abbandonare l’area euro, rischia di attraversare un periodo drammatico di iper-inflazione in stile Zimbabwe.

Relativamente al tasso di riferimento della moneta unica, confermiamo la nostra aspettativa di un taglio da 25 pb entro marzo.

Oggi in Italia sono attese emissioni di titoli a 3 e 7 anni fino a 4,75 Mld€.

Negli Stati Uniti la seduta di ieri si è conclusa con tassi in lieve rialzo soprattutto sulla parte a lunga della curva che è stata particolarmente condizionata dall’esito modesto dell’asta di titoli a 30 anni per 13 Mld$. Il tesoro ha infatti collocato i titoli ad un tasso prossimo al 3% con un rapporto domanda/offerta pari a 2,6, ben al di sotto di quanto fatto registrare nelle aste tenute in settimana, anche se su scadenze più breve.

I listini azionari hanno invece chiuso la seduta in territorio positivo nonostante il flusso di dati macro abbia sorpreso negativamente le attese.

Le vendite al dettaglio nel mese di dicembre hanno registrato un rialzo dello 0,1% m/m, mentre il dato al netto della componente auto ha evidenziato un calo a causa del contributo negativo delle vendite di prodotti elettronici e carburanti.

Gli operatori sembrano però al momento dare minor peso al lato macro, focalizzandosi più sui segnali di miglioramento che giungono sul fronte del debito sovrano dell’area Euro ed il flusso di trimestrali in corso.

Valute: apprezzamento per la moneta unica nella giornata di ieri in seguito al buon esito delle aste di titoli italiani e spagnoli, con il cross euro/dollaro che ha poi ampliato il movimento al rialzo in chiusura e durante la sessione asiatica. Superato il primo livello in area 1,28, non è da escludere un tentativo di approccio verso quota 1,30 per la prossima settimana. Primo supporto a quota 1,2750/1,28, con resistenza di breve collocata a 1,29.

Euro in apprezzamento anche verso yen con il cross che è risalito sopra quota 98. Nonostante tale rimbalzo i minimi storici sono ancora molto vicini e solo un ritorno sopra quota 100 potrebbe dare maggior forza al recupero. Supporto primario a 97,30/40.

Materie Prime: giornata molto volatile quella di ieri; positivi tutti i metalli industriali (rame +2,9%), mentre si registrano vendite sugli agricoli, soprattutto su grano (-5,6%) e mais (-6,1%) dopo la previsione rilasciata dall’USDA di scorte mondiali inaspettatamente in aumento.

In calo anche gli energetici, con il Wti sotto quota 100 in seguito alla notizia di un possibile rinvio di sei mesi dell’embargo da parte dell’Unione europea verso le importazioni di greggio dall’Iran. Ancora in rialzo i preziosi (oro in prossimità di 1.650 $/oncia).

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