SE ATENE FALLISCE E’ MEGLIO PER TUTTI

8 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

Una bancarotta della Grecia farebbe bene a tutti, in primis all’euro. Il motivo e’ semplice: il fallimento di Atene dimostrerebbe che i requisiti per far parte dell’Unione Europea sono forti e quindi la valuta europea potrebbe apprezzarsi.

E’ questa la chiave di lettura proposta da Jim Rogers. Parlando da Vienna, il presidente di Rogers Holdings ha spiegato ai microfoni di Bloomberg che “questo scenario non si sta ancora realizzando ma e’ quanto potrebbe accadere. Il default di Atene sarebbe positivo per la stessa nazione ellenica, per l’euro…insomma, per tutti”.

Per i tuoi investimenti, segui il feed in tempo reale di Wall Street Italia INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 0.77 euro al giorno, provalo ora!

Secondo l’esperto, l’euro verrebbe considerato come una valuta “seria” perche’ “il messaggio che arriverebbe agli osservatori e’ che non si possono spendere quattrini senza averne a disposizione, che non si puo’ peggiorare il deficit oltre il 12% del Pil, e che non si puo’ semplicemente stampare moneta per far si che tutti corrano in soccorso al problema di alcuni”.

Rogers minimizza l’importanza del peso della Grecia all’interno dell’Unione Europea e dunque delle conseguenze di un eventuale fallimento per il Vecchio Continente: “rappresenta soltanto il 2% del Prodotto interno lordo di tutta l’Eurozona”.

Attenua anche i toni accusatori rivolti contro gli hedge fund, considerati responsabili dello scivolone dell’euro nei giorni in cui la crisi di Atene aveva portato le preoccupazioni ai massimi livelli. “Hanno semplicemente capito che le condizioni di quel paese erano brutte e quindi hanno iniziato a vendere. E’ accaduto esattamente quanto osservato in America con Fannie Mae. Quando gli investitori capirono che l’agenzia governativa viaggiava in cattive acque hanno venduto i relativi titoli. Ovviamente ci sono anche gli speculatori che cercano di prendere vantaggio dalla situazione, cosi’ come farebbe chiunque alla notizia di un nuovo giacimento di oro”.