Scusi, parla di Italia? “In alcuni paesi problemi enormi d’evasione fiscale” dice l’europeo Barroso

22 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Taglio delle spese ”non necessarie” e lotta all’evasione fiscale, su cui alcuni Stati dell’Ue hanno ”enormi problemi”. Questa la ‘ricetta’ indicata da Jose’ Manuel Durao Barroso, presidente della commissione europea, intervenuto alla chiusura del convegno ‘Educazione per combattere l’esclusione sociale’, organizzato a Firenze dal Comitato economico e sociale europeo (Cese) e dalla Regione Toscana.

”Negli stessi Stati membri – ha detto Barroso – si riconosce che ci sono spese non necessarie. E allora bisogna concentrarsi sulle spese che creano valore aggiunto in termini di crescita o di inclusione sociale, senza penalizzare le fasce piu’ deboli”.

Invece, ha aggiunto, ”per quanto riguarda le entrate in alcuni Paesi ci sono enormi problemi di evasione fiscale” che devono essere affrontati, nell’ambito di una ”cultura di rigore”. ”Consolidamento fiscale e riforme strutturali – ha ribadito il numero uno della Commissione Ue – sono condizione necessaria per la crescita, altrimenti continueremo solo a pagare gli interessi sul debito anziche’ investire sul futuro dei nostri figli. Tutti dovrebbero capire che senza il consolidamento fiscale non potremo creare fiducia, senza fiducia non c’e’ crescita e senza crescita non c’e’ inclusione”.

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«La crisi economica e finanziaria ha spazzato via 10 anni di crescita e di progressi, e non è ancora passata. La situazione in Grecia e gli attacchi alla stabilitá lo dimostrano». Lo ha detto il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Durao Barroso, concludendo i lavori della Biennale di Firenze sul tema della «L’educazione per combattere l’esclusione sociale», organizzata dal Comitato economico sociale europeo.

«L’Europa – ha proseguito Barroso – ha approvato un’azione coordinata per sostenere gli stati membri. Non è stato facile, ma gli Stati si sono messi d’accordo». Il presidente della Commissione euorpea ha sottolineato che «le sfide finanziarie sono di una portata immensa, senza precedenti. È la prima volta che ci trovaimo di fronte ad attacchi rivolti al debito sovrano di una zona monetaria integrata – ha osservato Barroso -. Non ci può essere unione monetaria senza un’unione economica. I mercati lo hanno capito, spero lo capiscano anche i politici».

Durante la conferenza stampa che ha chiuso i lavori del convegno, il presidente della Commissione ha anche sottolineato che «alcuni politici degli Stati membri, quando una legge va bene, dicono che è merito loro: quando va male dicono che è imposta da Bruxelles». Per esempio, ha proseguito, «alcuni politici dicono che le politiche di austerità sono colpa di Bruxelles: è bene chiarire che non sono imposte da Bruxelles, ma sono decisioni dei governi. Non diamo colpe all’Europa per cose che non sono di sua responsabilità». Gli obiettivi – ha aggiunto – «sono stabiliti insieme, ma la risposta concreta in ogni singolo settore spetta ai governi nazionali».

Barroso ha poi affrontato anche il tema dell’evasione fiscale: «In alcuni paesi ci sono problemi enormi di evasione fiscale, serve un ulteriore cultura del rigore«. Quanto alle spese, «negli stessi stati membri si riconosce che ci sono spese non necessarie che vanno tagliate, bisogna concentrarsi su spese che creano valore aggiunto, crescita e inclusione sociale, e che non penalizzino poveri e fasce più deboli».